Soap Power, Giffoni con iKen per promuovere la cultura dell’inclusione

Il progetto finanziato dal Pon Inclusione in collaborazione con Giffoni e Accademia delle Belle Arti di Napoli. Il teaser arà presentato ad una folta rappresentanza di studenti della Campania.  L’obiettivo è di far conoscere funzione e servizi della Casa di Accoglienza “Questa casa non è un albergo” di Napoli, la prima nel mondo al servizio della comunità Lgbt+ in un bene confiscato alla mafia

“Soap Power” per lavare via il pregiudizio. “Soap Power” è la prima campagna in animazione per la diffusione delle case accoglienza e dei centri LGBT+ finanziati dal Governo italiano, un progetto ideato da iKen Onlus e realizzato in collaborazione con Giffoni Experience e l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, finanziato dall’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali) nell’ambito del Pon Inclusione (Fse 2014/2020 – Asse 4 – Obiettivo Specifico 11.3 – Azione 11.3.3). L’azione si pone l’obiettivo di fornire strumenti per contribuire al superamento dei pregiudizi e delle discriminazioni a danno delle persone LGBT+, attraverso la realizzazione di una campagna di sensibilizzazione che utilizza due linguaggi, quello dei social e quello dell’audiovisivo, due lessici diversi con l’obiettivo di arrivare al maggior numero di persone possibili per promuovere una cultura delle differenze e dei diritti umani e civili. (Per tutte le info https://www.servizi.lgbt)

Sono tanti ed ambiziosi, infatti, gli obiettivi che il progetto “Soap Power” intende centrare e raggiungere: partendo dalla promozione delle case di accoglienza LGBT+ fino alla sensibilizzazione sulle tematiche e sui diritti delle persone LGBT+ e alla valorizzazione di una cultura della non violenza e della non discriminazione. E’ un terreno su cui molto è stato certamente fatto, ma tanto ancora c’è da fare.

Tutto in linea con l’attività che da quasi venti anni porta avanti l’associazione iKen onlus. Tra queste la gestione della Casa accoglienzaQuesta casa non è un albergo” di Napoli, nata nel 2017, la prima in Italia e nel mondo che mette al servizio della comunità LGBT+ un bene confiscato alla mafia e che unisce al servizio di accoglienza arcobaleno la battaglia contro tutte le mafie.

“Questa casa non è un albergo” è il centro del progetto “Soap power” che vuole proprio valorizzarne la funzione che svolge, diffonderne la conoscenza, evidenziarne l’utilità come presidio territoriale in termini di accoglienza e di sensibilizzazione.

Il progetto vede la collaborazione con Giffoni Experience che da oltre mezzo secolo parla alle giovani generazioni di tutto il mondo attraverso il linguaggio del cinema e dell’arte in genere e con l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, istituzione ma anche hub della creatività e delle espressioni artistiche più interessanti, innovative e culturalmente valide.

L’obiettivo di questo progetto – dichiara Carlo Cremona, presidente di iKen Onlus – è quello di utilizzare l’audiovisivo per parlare di inclusione, di contrasto alla discriminazione e di uguaglianza ai più piccoli. Ecco perché abbiamo scelto di utilizzare il linguaggio del disegno animato. La storia che presentiamo è fortemente calata sulla realtà territoriale su cui insiste la nostra casa accoglienza. Ma per noi questo non è altro che un inizio. Perché la nostra idea è di farne una serie televisiva ad episodi nel corso della quale il nostro supereroe può affrontare i vari ostacoli che gli si pongono di fronte, contrastare le negatività che sono rappresentate dall’oppressione di tutte le vulnerabilità presenti nella nostra società. Per raggiungere questo obiettivo è strategica la sinergia attivata con l’Accademia delle Belle Arti e con quello che è il festival de cinema per ragazzi più importante al mondo, Giffoni Film Festival”.

“Soap Power” è il titolo del cortometraggio che usa il linguaggio del disegno animato con l’obiettivo di arrivare ai più piccoli, di trasmettere il suo messaggio ai più giovani.  Il video sarà presentato ad una folta rappresentanza di studenti delle scuole superiori della Campania a Giffoni, presso la Multimedia Valley i prossimi 5 e 12 dicembre.  Il cortometraggio sarà, poi, presentato in occasione della giornata inaugurale di Omovies Film Festival, concorso internazionale di cinema omosessuale, transgender e questioning promosso dall’Associazione iKen Onlus con la direzione artistica di Carlo Cremona il prossimo 11 dicembre alle ore 10.00 presso la sede del progetto “Questa casa non è un albergo” (via Genovesi, 36) a Napoli. All’evento, in memora di Giulia Cecchettin, e di tutte le vittime innocenti, parteciperanno i ragazzi delle scuole del territorio, accolti dai residenti ospiti della casa accoglienza.

La sceneggiatura del cortometraggio è di Innocenzo Mulieri. L’animazione a cura di 206Lab, giovane società di produzione di Aversa. La voce è dell’attore Orazio Cerino.

La storia vede come protagonisti gli ortaggi, intesi quali elementi naturali presenti in tutte le famiglie e su tutte le “tavole”. Un tema naturale che abbraccia anche i diritti dell’ambiente e del futuro sostenibile.  Il protagonista è il giovane Finocchio che scappa dal fetore delle cipolle, che portano la puzza del pregiudizio e della discriminazione. Sono un gruppo di bulli che agiscono in branco e seminano violenza. Finocchio, dopo il suo coming out, viene cacciato di casa dai genitori che non accettano di avere un figlio verdurosessuale. Il riscatto del giovane Finocchio può esserci solo se la sua storia diventerà vicenda collettiva, di comunità. Entra in una casa di accoglienza. Qui non si sente più solo e trova la forza per affrontare il mondo, contrastare i pregiudizi, sradicare le discriminazioni. Lo fa grazie ad una saponetta che fa di lui un supereroe in grado di fare la rivoluzione. Il finale a sorpresa è un inno alla speranza perché la luce alla fine vince sul buio e la giustizia può trionfare.

Il simbolismo degli ortaggi, ma anche la voglia di mettere in luce le eccellenze di un territorio, come quello campano, che da sempre produce qualità, una biodiversità che si traduca in una tavola accogliente, inclusiva, colorata e viva. E’ il messaggio che arriva da Fruttapoli, una città ricca di contraddizioni, che prende spunto da Napoli per farsi metropoli universale.

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