MARIO ESPOSITO E PIER PAOLO MOCCI PRESENTANO IL PREMIO PENISOLA SORRENTINA A #GIFFONI56

Giffoni incontra Sorrento grazie al Premio Penisola Sorrentina, una delle eccellenze del panorama culturale campano. Nato oltre trent’anni fa da un’idea di Arturo Esposito, il Premio è oggi diretto dal giornalista Mario Esposito. Nel corso delle sue numerose edizioni ha premiato importanti figure del mondo dello spettacolo, tra cui Pippo Baudo, Flavio Insinna e Giancarlo Giannini. La rassegna si svolge ogni anno verso la fine di ottobre, promuovendo il dialogo tra autori, interpreti e pubblico.

Esposito apre l’incontro annunciando il gemellaggio ufficiale con il Giffoni Film Festival: «Collaboriamo da anni con questo bellissimo festival; ora, finalmente, abbiamo suggellato questo matrimonio.» Partire da una realtà provinciale non è mai semplice, ma non rappresenta necessariamente un limite, come racconta Mocci: «La realtà di provincia ti porta ad avere più determinazione. Paradossalmente, avere meno opportunità ti spinge a reinventarti e a trovare occasioni dove altri non ne vedono.» Per realizzare una manifestazione è fondamentale creare una rete di relazioni e conoscenze. In questo senso, i festival svolgono un ruolo essenziale, diventando vere e proprie fucine di confronto e condivisione. Come spiegano gli ospiti:

«Il ruolo del festival e di questi incontri è fondamentale per creare una rete di collegamenti, che possono trasformarsi in collaborazioni. Da questi eventi possono nascere idee che, successivamente, possono essere catalizzate dalle nostre strutture.»
Tra le domande conclusive poste dai giovani del workshop emerge anche il tema dell’insegnamento e del suo rapporto con il loro lavoro. A questo proposito, Esposito risponde:

«Fa parte di noi. Pier Paolo è professore, mentre io sto iniziando a insegnare in alcuni corsi universitari. Tuttavia, mi considero un eterno allievo: cerco sempre di scoprire qualcosa di nuovo e l’unico modo per farlo è ascoltare chi mi circonda. Anche voi ragazzi siete stati miei maestri oggi, e per questo vi ringrazio.»

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