Il coraggio attraverso la musica, Jacopo Rossini e Rnawa incontrano la #Impact: “Il dolore non è una colpa, se lo attraversi diventa coscienza”

Un racconto autentico di fragilità, crescita e rinascita che mostra la verità senza filtri ma anche la forza di rialzarsi e il coraggio per affrontare la vita attraverso la musica. È questo il cuore del docufilm dedicato a Rnawa, presentato in Sala Verde al Giffoni Film Festival alla presenza dell’artista e del regista Jacopo Rossini. Un progetto nato con l’obiettivo di parlare direttamente ai più giovani, affrontando temi come il dolore, le difficoltà personali e la ricerca della propria identità.

«Ho voluto portare questo documentario a Giffoni perché qui ci sono tanti adolescenti e coetanei ai quali sentivo di voler raccontare la mia storia», ha spiegato Rnawa. «Il viaggio che proponiamo è quello di imparare ad affrontare le proprie difficoltà. Io penso che il dolore non sia una colpa: è materia grezza. Se lo attraversi diventa coscienza, mentre se lo eviti diventa una gabbia. Questo documentario è un inno alla vita e all’importanza di guardare in faccia le proprie paure, un passo alla volta, con l’aiuto degli amici e della famiglia. Solo così si possono comprendere e, magari, superare».

Il docufilm accompagna lungo tutto il percorso umano e artistico di Rnawa, diventando anche il racconto che dà forma e significato al suo album, seguendone l’evoluzione dall’inizio alla fine.

Per il regista Jacopo Rossini, il valore del progetto risiede soprattutto nella sua autenticità. «Il mio obiettivo era lasciare un messaggio positivo. Mi è piaciuto realizzare questo documentario perché è completamente reale: non c’è finzione. Abbiamo voluto raccontare una parte della vita di Rnawa con sincerità, arrivando a un messaggio finale che credo sia importante da ascoltare e da vedere».

Nel corso dell’incontro, Rnawa ha raccontato come le difficoltà vissute abbiano rischiato di allontanarlo dalla sua vera natura. «Le esperienze raccontate nel documentario parlano soprattutto del rischio di perdere le proprie radici. Vengo da una buona famiglia che ha sempre cercato di darmi tutto, ma il quartiere e alcune persone che frequentavo mi portavano a pensare di essere sbagliato e di seguire la strada sbagliata. In realtà, conservare quella parte più pura e autentica di sé è la chiave per vivere bene. Tutte le difficoltà che racchiude questo documentario portano a una domanda fondamentale: come evitare di snaturarsi e perdere ciò che siamo davvero».

L’artista ha poi sottolineato il ruolo decisivo della volontà personale nel percorso di cambiamento: «Oggi sento di aver già spiccato il volo, ma c’è sempre un nuovo traguardo da raggiungere. Se ce l’ho fatta è grazie alla mia famiglia, alle persone che mi sono state accanto, ma anche perché avevo davvero il desiderio di cambiare. Ogni trasformazione parte da noi stessi: se non sei convinto fino in fondo, quel cambiamento non arriverà mai davvero».

Parlando del lavoro con Jacopo Rossini, Rnawa ha evidenziato il rapporto di fiducia costruito durante le riprese: «Anche se avesse raccontato un’altra storia, Jacopo avrebbe dato il massimo. Ho scoperto una persona capace di ascoltare, di mettersi nei miei panni e di comprendere davvero quello che volevamo raccontare. Per la parte visiva mi sono affidato completamente a lui».

Rossini ha infine raccontato la sfida affrontata nel dare forma al documentario: «All’inizio è stato complesso, perché io e Rnawa ci conoscevamo da poco. Dovevo entrare nella sua vita e nel suo passato per raccontarli nel modo più autentico possibile. Credo che un documentario debba essere assolutamente vero, altrimenti diventa soltanto pubblicità. Questa è stata la nostra battaglia e sono molto soddisfatto del risultato raggiunto insieme».

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