La Gabbianella e il Gatto torna “a volare”: al Giffoni Film Festival la versione rimodernata Enzo D’Alò “Sognare è il vero motore dell’impossibile”

Il grande cinema d’animazione italiano torna protagonista al Giffoni Film Festival con la presentazione della versione rimodernata de La Gabbianella e il Gatto, il celebre film diretto da Enzo D’Alò, tratto dall’omonimo romanzo di Luis Sepúlveda e che sarà disponibile da domani su Mediaset Infinity.

A presentare il rinnovato restauro è stato lo stesso Enzo D’Alò, che ha prima incontrato i giornalisti e poi i ragazzi in #SalaLumiere per raccontare la storia di un’opera diventata un classico senza tempo dell’animazione italiana e internazionale. L’intervento ha rappresentato un’occasione per ripercorrere la genesi del film, il suo straordinario successo e il lavoro di rimodernamento che oggi ne restituisce tutta la qualità visiva e sonora alle nuove generazioni di spettatori. A distanza di anni dalla sua prima uscita, La Gabbianella e il Gatto continua ad emozionare con il suo messaggio universale di solidarietà, accoglienza, amicizia e rispetto delle diversità, confermandosi un racconto capace di parlare a bambini e adulti con la stessa intensità.

“I contenuti di questo film sono la solidarietà, l’amicizia, il rispetto del diverso e in generale – ha detto D’Alò – c’è tutto anche oggi, non è cambiato nulla nelle tematiche ancora attuali”. Poi il riferimento al tema di quest’anno di #Giffoni56 “Le cose impossibili”: “Non c’è nulla di impossibile se c’è la volontà di arrivarci, il senso è questo. Il sogno impossibile è quello che dà al bambino e all’adolescente la possibilità di mettersi in discussione e alla prova. Ognuno di noi da bambino sognava di fare un mestiere impossibile. Il concetto è sempre legato ad avere un sogno. Penso che l’impossibilità non esista nella nostra testa, la nostra immaginazione ci permette di fare anche qualcosa che è impossibile realizzare e quindi non siamo mai fermi, soprattutto per chi fa un lavoro come il mio non c’è qualcosa di impossibile, raccontiamo storie che sembrano impossibili nella realtà. Trovo che una delle grosse carenze della società di oggi sia proprio il sogno. Tutti noi dobbiamo diventare operatori culturali e parlare alle persone, ai più giovani. Ho sempre creduto che la cultura sia l’argine da contrapporre a tutta questa società che va verso la violenza e il non rispetto delle regole e nel nostro piccolo dobbiamo fare qualcosa. L’utopia è quella cosa che ci salva che ci fa capire che c’è un futuro davanti a cui dobbiamo tendere”.

Enzo D’Alò ha ricevuto infine il premio “Futura – Rendere possibile l’impossibile” realizzato per la 56ª edizione del Festival dalla Scuola dell’Arte della Medaglia della Zecca dello Stato che raffigura una figura femminile che emerge da un mare di onde sollevando il mondo con entrambe le mani: un’opera che celebra chi ha reso l’impossibile possibile, ispirando le nuove generazioni. Il regista è stato omaggiato “per essere riuscito a raccontare, attraverso lo sguardo dei bambini, la complessità di un mondo molto grande”.

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