“JUMBO”, la voce di Don che sfida l’impossibile: trasformare la diversità in forza

C’è un’impossibile sfida che ogni bambino affronta almeno una volta nella vita: trovare il coraggio di credere in se stesso quando gli altri sembrano vedere solo i suoi difetti. È da questa riflessione, perfettamente in sintonia con il tema della 56ª edizione di #Giffoni, che prende vita “JUMBO” di Ryan Adriandhy, film in concorso per gli Elements +6, presentato nella Sala Lumiére dal distributore Francesco Mangiatordi. Protagonista della storia è il piccolo Don, un bambino che sogna di dimostrare ai suoi coetanei di essere molto più del ragazzino paffuto che tutti prendono in giro. Il suo desiderio è vincere un talent show portando in scena uno spettacolo tratto dal libro di fiabe scritto dai suoi genitori, ormai scomparsi. Quando il volume viene rubato da un bullo, Don incontra però un piccolo fantasma che gli chiede aiuto per ritrovare i propri genitori. Inizia così un viaggio emozionante in cui i due impareranno insieme il valore dell’amicizia, dell’accettazione e del coraggio di essere sé stessi. Un racconto delicato e coinvolgente che affronta temi importanti come il bullismo, il lutto e la crescita, senza mai perdere la leggerezza e la magia dell’animazione. Un film che invita i più piccoli a non lasciarsi definire dagli sguardi degli altri, ma ad ascoltare la propria voce interiore. È proprio su questo aspetto che si è soffermato Francesco Mangiatordi durante l’incontro con i #juror. «In Italia abbiamo scelto di soprannominarlo “la voce di Don” perché ognuno di noi ha una voce dentro di sé. Quando avete bisogno, non abbiate paura di farla uscire, di parlare con i vostri genitori, con gli amici o con gli insegnanti». Alla domanda rivolta alla sala su quale fosse il messaggio più importante del film, Cesare ha risposto con grande spontaneità: «Ogni bambino ha le sue caratteristiche e non si deve vergognare». Un pensiero che racchiude il cuore dell’intera storia, dove la diversità smette di essere un limite e diventa una ricchezza. Alla curiosità del piccolo Jacopo, che ha chiesto perché fosse stato scelto proprio questo film, il distributore ha spiegato: «Siamo abituati a vedere tanti film Disney e Pixar che arrivano dall’America, ma quando abbiamo scoperto Don, abbiamo capito di avere davanti una vera perla proveniente dall’Indonesia. È un’opera straordinaria, con un messaggio universale che meritava di arrivare in Italia. Da Giffoni inizierà il suo viaggio e, con coraggio, lo porteremo nelle scuole di tutto il Paese. Vi ringraziamo per averlo visto e apprezzato».

Nota del regista

Ryan Adriandhy: «Per me l’infanzia è un’avventura che si ha la fortuna di vivere una sola volta. Jumbo nasce dalla nostalgia di quell’avventura: l’animazione mi permette di dare forma a quei ricordi in modi che il cinema dal vero difficilmente potrebbe raggiungere.»

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