“Giffoni cambia il punto di vista sul mondo. Rendiamo i ragazzi protagonisti dei processi di integrazione»: così l’arte diventa inclusione con il FAMI

A #Giffoni54 proseguono i Lab del Ministero dell’Interno che, all’interno dello spazio FAMI, presenta il “Glossario EMN sull’asilo e la migrazione”

«Giffoni è un laboratorio di esperienza, che ognuno riesce a portare dentro per tutta la vita, non solo per i ragazzi, ma anche per gli adulti che partecipano che hanno l’opportunità di cambiare il proprio punto di vista rispetto al mondo dei giovani»: esordisce con queste parole Mariella De Santis, funzionario del Ministero dell’Interno e Funzionario Assistente Sociale presso il Giffoni Village dove sono in corso i laboratori del FAMI, il Fondo Asilo Migrazione e Integrazione.

Poesia, scrittura creativa, teatro, musica e web education per promuovere, attraverso le attività laboratoriali realizzate da Giffoni in sinergia con il Ministero dell’Interno, attraverso il Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, una gestione integrata dei flussi migratori sostenendo tutti gli aspetti del fenomeno: asilo, integrazione e rimpatrio.

«Per il secondo anno il FAMI ha scelto di essere presente a Giffoni con i suoi laboratori dopo il successo dello scorso anno. Una sinergia virtuosa aggiunge Mariella De Santis – Abbiamo capito che è un argomento che suscita molto interesse nei ragazzi sui temi dell’integrazione e dell’accoglienza. Come Ministero riusciamo a fornire informazioni più oggettive e affidabili rispetto al ‘sentito dire’ su tutte le azioni messe in campo per sostenere la migrazione legale, i processi di asilo e di accoglienza».

«Esaltare il protagonismo dei ragazzi – spiega – è la via migliore per fare dei passi in avanti nell’interazione tra i nuovi cittadini italiani e le nuove generazioni di qualsiasi cittadinanza. Attraverso i laboratori fanno esperienze diretta di mondi che potrebbero sembrare distanti».

Ancora una volta l’arte diventa contaminazione e incontro, il “piano su cui tutti possono incontrarsi senza configgere”, secondo il funzionario del Ministero, mentre i giovani sono seduti in cerchio, alle prese con il Laboratorio di Scrittura Creativa a cura dello scrittore Alfonso Tramontano Guerritore.

Come sempre nessuna scaletta precostituita, ma libertà alla parola che crea nuovi orizzonti di senso e di significato, partendo dai versi di poesie scelte a caso.

E proprio la ‘parola’ e il ‘linguaggio’ diventano il punto cardine del progetto perseguito dal Fami e presentato al Giffoni Village sul “Glossario EMN sull’asilo e la migrazione”. Si tratta di un’APP per favorire la comprensione dei termini collegati ai flussi migratori. L’obiettivo è armonizzare la comunicazione e renderla più semplice per i decisori politici, i professionisti, i media e i cittadini, sempre aggiornata e attuale.

«Come FAMI ospitiamo l’European Emigration Network, la rete in cui tutti i Paesi membri dell’Europa si scambiano gli aggiornamenti normativi e le buone pratiche. La lingua è importantissima attraverso le parole esprimiamo la nostra idea del mondo – aggiunge Mariella De Santis – Il glossario è un’App che contiene le parole della migrazione tradotte in tutte lingue degli stati membri Ue.  È stato indispensabile un lungo lavoro di consultazione con tutti i Paesi, per far in modo, ad esempio, che la parola ‘rifugiato’ abbia lo stesso significato e la stessa percezione in Italia, in Francia, Spagna, Slovenia e così via. È un modo per capirsi e non fraintendersi quando si parla di immigrazione».

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