La proposta dei giffoners al giornalista di Sky, Mario Giunta: “Portate qui una puntata di Calciomercato L’Originale

È il re del fantacalcio, l’esperto di calciomercato. Il giornalista Mario Giunta di Sky è stato ospite di Giffoni Sport. Gli strappano un sospiro più che una promessa. “E’ possibile portare a Giffoni una puntata di Calciomercato L’Originale?”, chiedono i ragazzi di Giffoni Sport. Oggi è “un vediamo, ne parliamo” e domani chissà.

L’incontro di Giunta con i giffoners è un viaggio dentro la professione di giornalista, che comincia… in uno spogliatoio di un campo da calcetto. “Avevo 17 anni, avevo la passione per il giornalismo sperando che potesse diventare la mia professione – ricorda -. A Roma c’è una fortissima presenza delle radio locali e ho cominciato lì seguendo la pallacanestro. Poi la svolta nel 2008, Sky iniziava ad aprire un nuovo canale, Sky Sport 24. Vengo a saperlo e invio il curriculum. Nessuna risposta per mesi. A luglio, dopo la partita di calcetto, trovo sul telefono lasciato nello spogliatoio tantissime chiamate da parte di mia madre. Sul curriculum avevo lasciato il numero di casa: mi aveva contattato il vice direttore per una sostituzione estiva. Da lì è cominciato tutto. Adesso mi diverto con Fantashow e Mondogol, strumenti che consentono anche di avvicinare il più possibile i ragazzi alla televisione. Parliamo di sport e secondo me bisogna anche entrare nell’ottica di un’analisi rigorosa in alcuni momenti. Non bisogna dimenticare, però, che stiamo parlando di un gioco e dunque non bisogna prendersi troppo sul serio”.

Un consiglio ai giovani giffoners: “Non abbiate mai paura di proporvi ad aziende o redazioni, grandi o piccole che siano. Sono entrato a Sky – e vale per molti di noi – a 23 anni e con esperienza televisiva zero. La prima, grande rivoluzione era inserire nel panorama nazionale una all news che parlasse solo di sport. Ancora più coraggiosa è stata la scelta di affidarsi a giovani, almeno per l’80% delle persone con le quali ho iniziato. All’interno di quella azienda, Sky mette nelle condizioni di rendere secondo le proprie peculiarità: inviato, telecronista, conduttore ma anche coordinatore, un lavoro di responsabilità che mette il conduttore in condizioni di lavorare in serenità. Un esempio? Durante la Champions League, il coordinatore dice a Mario che c’è Pep Guardiola in collegamento audio-video e il conduttore si fida dell’informazione che arriva dalla regia. Un flusso di notizie ci passa davanti, molti contenuti passano anche su chat di whatsapp”.

Qual è dunque l’impatto dei social media? “Lo strumento social può fornire notizie ed è uno strumento importante ma bisogna saperli utilizzare. Ad esempio mi sono accorto che X sia diventato un posto sul quale se si scrive di essere stati a cena con qualcuno, la gente inizia ad insultare. Il mio consiglio ai giovani è di andare avanti ed infischiarsene, altrimenti avrei già dovuto chiudere tutti i miei canali social. Non si può prescindere, però, dalla verifica delle notizie. Il nostro mestiere è molto cambiato con l’avvento delle nuove tecnologia. È accaduto soprattutto nel periodo del Covid, quando abbiamo dovuto inventarci nuovi modi e metodi per andare in onda, anche da casa. Adesso i nostri operatori vanno in giro anche con un attrezzo che si chiama in gergo zainetto e che, previo utilizzo di una serie di schede telefoniche alle quali è collegato, consente di andare in onda da qualsiasi posto”.

La distanza? “Non deve essercene tra sport maschile e femminile. Ho frequentato l’ambiente della Serie A femminile e della Nazionale. Sono professionali e non meritano sui social certi commenti beceri. Siamo ancora indietro ma un giorno mi verrebbe voglia di prendere tre, quatto haters, portarli sul campo e creare una sfida-confronto tecnica e atletica. Gli odiatori seriali uscirebbero dal campo piangendo”.

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