Francesca Michielin ai ragazzi di #Impact: “Dobbiamo essere arrabbiate e affrontare le nostre battaglie ma mai perdere l’empatia, altrimenti si rischia di diventare ciò che si combatte”

Un incontro intenso e autentico quello di Francesca Michielin con i ragazzi della sezione Impact del Giffoni Film Festival. L’artista ha affrontato temi che spaziano dalla creatività al ruolo delle donne nell’industria musicale, dal rapporto con il controllo all’importanza dell’empatia, fino al peso dell’immagine nell’epoca dei social.

“Vedo ancora troppo poche donne in classifica e questo per me non è accettabile. Ho avuto la fortuna di lavorare a Londra e vedere quanto spazio venga dato a progetti alternativi e sperimentali. In Italia, invece, spesso si rincorre quello che può funzionare in radio. All’estero artiste come Taylor Swift, Olivia Rodrigo sperimentano senza partire dall’obiettivo di fare il disco radiofonico.”

Secondo Michielin, è fondamentale continuare a costruire un percorso di rappresentanza femminile, ricordando il valore delle artiste che hanno aperto la strada.

“Camminiamo sulle spalle di donne “gigantesse” e dovremmo diventare a nostra volta quelle spalle su cui potranno salire le bambine e le cantautrici che sognano questo mestiere.” La cantautrice ha poi raccontato un aspetto molto personale del proprio processo creativo: il difficile rapporto con il controllo. “Vado in analisi anche per lavorare su questo. Tendo a progettare tutto nei minimi dettagli e a imporre un concept ancora prima che la musica possa fluire. Ho capito invece che bisogna entrare in studio con degli obiettivi, ma poi lasciarsi sorprendere da quello che accade.” Parlando del proprio carattere, Michielin ha ammesso di essere estremamente esigente con se stessa, fino a pretendere sempre il massimo. Una severità che, a volte, si riflette anche nel lavoro quotidiano.

“Quando qualcosa non funziona divento durissima, poi però mi sento in colpa. Ho capito però che non tutte le battaglie possono essere combattute con gentilezza. Ci sono momenti storici in cui bisogna essere fermi. L’importante è non perdere mai l’empatia, perché altrimenti rischiamo di diventare ciò che stiamo combattendo.”

Sul futuro della musica e dei grandi eventi come il Festival di Sanremo, Michielin ha sottolineato l’importanza del ricambio generazionale e di una maggiore pluralità espressiva.

“Rispetto al 2011 oggi c’è sicuramente più libertà artistica. All’epoca non avrei mai potuto pubblicare un brano come ‘2640’. Ma se artisticamente mi sento più libera, sul piano dell’immagine mi sento più oppressa.”

La cantante ha denunciato la crescente ossessione nei confronti dell’aspetto estetico delle artiste e il giudizio costante alimentato dai social.

“Oggi il corpo delle cantanti è continuamente sotto osservazione. Se scegli un’estetica particolare ti dicono di pensare a cantare. C’è un grande scollamento culturale: l’arte passa anche attraverso il corpo, gli abiti, il trucco, perfino il nudo, eppure tutto viene giudicato.”

Michielin ha infine riflettuto sulla difficoltà contemporanea di accettare il confronto e il dissenso.

“Viviamo in una società che fatica ad accettare la complessità. Ogni dibattito sembra diventare una guerra e così molte persone preferiscono non esporsi”. Infine all’artista il premio “Grifocorno” di #Giffoni56.

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