Alessandro Sorrentino ai giffoner: «Il successo non si misura dal denaro ma da come scegliamo di vivere»

Finanza, scuola, salute mentale e persino Pokémon. Alessandro Sorrentino, conosciuto sui social come Sicitalian, arriva a Giffoni con il linguaggio diretto che lo ha reso celebre alla Generazione Z. Trentadue anni, imprenditore e divulgatore digitale, ha vissuto e lavorato tra Spagna, Portogallo, Germania e Repubblica Ceca. Oggi utilizza i social per rendere accessibili temi come economia, lavoro ed educazione finanziaria trasformando argomenti spesso percepiti come complessi in strumenti di consapevolezza. Il confronto con i giffoner della sezione Impact prende subito una direzione precisa:
«L’educazione finanziaria dovrebbe entrare nelle scuole» osserva Sorrentino. «La scuola deve fare un passo in più. Servono anche educazione emotiva e sentimentale. Dopo la pandemia abbiamo finalmente iniziato a parlare di salute mentale. Quando  ero ragazzo andare da uno psicologo era invece ancora un tabù. Non tutti hanno la fortuna di crescere in una famiglia capace di offrire questi strumenti. È anche per questo che la scuola deve colmare i divari». Il ragionamento si allarga poi a un problema che considera decisivo:  «In Italia il livello di analfabetismo funzionale è ancora troppo alto» sottolinea Sorrentino. «È una sfida che non possiamo ignorare. La scuola deve aiutare i ragazzi a sviluppare spirito critico e consapevolezza».
Il dialogo si sposta inevitabilmente sul modello di società contemporaneo e sul rapporto con il denaro.  «In qualche modo sono un figlio del capitalismo» annota Sorrentino «anche se non mi riconosco nella società di oggi. Abbiamo attribuito troppo valore al denaro e troppo poco alle persone. Il successo non si misura da quanti soldi hai in banca ma da come scegli di vivere la tua vita. Essere cittadini onesti, lavorare con impegno e provare a costruire un mondo migliore: questo, per me, è il vero successo». Tra le domande trova spazio anche il tema della fuga dei cervelli. Sorrentino è perentorio:  «Non possiamo continuare a tagliare risorse alla scuola e all’università. Il rischio non è soltanto perdere i nostri giovani ma smettere perfino di formarli. Investire nell’istruzione significa investire nel futuro del Paese». L’ultima domanda arriva dalla platea e strappa un sorriso a tutta la Sala Verde. Non riguarda il lavoro né la finanza. Riguarda i Pokémon. «Il mio preferito è Slowpoke» confessa Sorrentino. «Lo invidio perché è tranquillo e si gode la vita». Poi, quasi senza accorgersene, trasforma anche quella risposta in una riflessione:  «La vita è un dono prezioso che ognuno di noi» conclude «deve abitare nel modo migliore possibile».

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