“Smartie and Me”, trovare una casa… e qualcuno da amare

Ci sono incontri che cambiano una vita e dimostrano che anche le cose apparentemente impossibili possono diventare realtà. È il messaggio di “Smartie and Me”, il film di Kacper Lisowski in concorso alla 56ª edizione del #GiffoniFilmFestival per gli Elements +6, accolto con entusiasmo nella Sala Lumiére dai piccoli #jurors. La protagonista è Frania, una tredicenne che sembra avere tutto ma avverte un vuoto difficile da spiegare. La sua vita cambia quando incontra Smartie, un cane randagio in cerca di una famiglia. Dopo essere stato portato in una clinica veterinaria, il cucciolo finisce però nelle mani di persone interessate più al profitto che al benessere degli animali. Frania decide così di non arrendersi e organizza un coraggioso salvataggio che si trasforma in un’avventura emozionante attraverso il Paese, raccontando il valore dell’amicizia, del coraggio e della responsabilità verso chi non ha voce. Un racconto che si lega perfettamente al tema di questa edizione del festival, perchè ciò che sembra impossibile – dare una seconda possibilità a un animale abbandonato, cambiare il destino di chi è più fragile, trasformare un incontro casuale in un legame per sempre – diventa possibile grazie alla forza dell’empatia e dell’amore. Al termine della proiezione, il regista ha incontrato i giovani giurati, rispondendo con grande disponibilità alle loro curiosità. Da subito, Samuele gli ha rivolto un incoraggiamento: «Vorrei darti un consiglio: continua a fare film così, perché hai grandi capacità che ti porteranno lontano, soprattutto nei cuori di tutti. Sfrutta molto la tua fantasia, perché ne hai tanta. Spero in un sequel». Parole che hanno strappato un sorriso al regista, confermando quanto la storia abbia saputo conquistare la platea. La piccola Gioia, invece, ha condiviso il sentimento che ha accompagnato molti spettatori: «Fa troppa tenerezza questo film. Perché la direttrice è così cattiva con i cani e non li lascia molto liberi?». Lisowski ha spiegato che quel personaggio «pensa soltanto al denaro e non alle sofferenze degli animali», sottolineando così il contrasto tra egoismo e compassione che attraversa tutto il racconto. Invece Luca ha chiesto perché avesse scelto proprio i cani come protagonisti della storia. La risposta è arrivata semplice e diretta: «Perché i cani sanno diventare i più fedeli amici dell’uomo». Un’affermazione che racchiude il tema del film, costruito sul rapporto speciale che può nascere tra esseri umani e animali. A svelare l’origine della storia è stata infine la considerazione di Laura, che ha definito Smartie and Me «un film pieno di buoni sentimenti». Il regista ha raccontato che l’ispirazione è nata da un’esperienza personale: «Tre anni fa, insieme a mia figlia, abbiamo adottato un cane in un canile. È stata un’emozione così forte che ho sentito il bisogno di trasformarla in un film». Tra sorrisi, commozione e applausi, Smartie and Me ha ricordato ai giurati che i gesti più semplici possono cambiare il mondo di qualcuno.

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