Walter Rolfo ai giffoner: “La perfezione un’ illusione, essere imperfetti è la vera magia”

C’è un filo rosso invisibile, quasi una rilegatura magica, che unisce l’arte dell’illusione al coraggio di trasformare la propria vita. Si chiama “formula del cambiamento” ed è la vera protagonista dell’incontro tra Walter Rolfo – autore televisivo, scrittore e illusionista torinese- e i giffoner della sezione Impact. Nella Sala Verde della Multimedia Valley le prime battute sono tutte per il tema della edizione numero cinquantasei del festival: The impossible things. 
«Troppo spesso» esordisce Rolfo «capita di pronunciare la parola “impossibile” per abitudine e per frustrazione. O, peggio ancora, per una questione di comodità perché così possiamo evitare la fatica di metterci in gioco». Il discorso si sposta sulla necessità di superare gli alibi quotidiani. Di gettare cuore e mani oltre l’ostacolo. Un po’ come ha fatto Rolfo proprio attraverso gli spettacoli di magia: «Ho iniziato da bambino, avevo nove anni e mezzo. Mi ha letteralmente cambiato la vita permettendomi di pagare gli studi, di laurearmi in ingegneria e di viaggiare in tutto il mondo. Di lavorare ai livelli più alti. La magia mi ha insegnato, prima di ogni altra cosa, che nulla è davvero impossibile».
In sala viene proiettato un video. Sullo schermo scorrono le immagini di un suo celebre numero da prestigiatore: Il mirabolante passaggio degli assi migratori. Mentre l’attenzione dei giffoner è catturata dai movimenti frenetici delle carte – e delle mani – con naturale fluidità cambiano le maglie dei protagonisti, il colore del panno e persino lo sfondo della scena. Eppure nessuno se ne accorge.  È il gancio perfetto. Rolfo riprende la parola e chiude il cerchio: «Il più grande segreto dei prestigiatori è farvi guardare la mano sbagliata, quella in cui non sta avvenendo l’inganno. Ma questo non accade soltanto sul palcoscenico. È ciò che si verifica nella nostra vita tutti i giorni quando ci concentriamo su dettagli marginali. Quando guardiamo nella direzione sbagliata». L’analisi dell’illusionista torinese si sposta quindi sul piano della contemporaneità. Sotto i riflettori finiscono il mondo digitale e la sua capacità di polarizzare l’attenzione verso ciò che è finzione. «Oggi siamo tutti, in qualche misura, vittime dei social media». osserva Rolfo. «Sono strumenti che sanno rivelarsi profondamente bugiardi perché ci inducono a credere che la vita degli altri sia perfetta. La perfezione non esiste. La vera perfezione è essere imperfetti. È nella imperfezione che si annida la nostra meravigliosa unicità. Eppure» aggiunge Rolfo «ognuno di noi deve fare i conti con la “comparansia”, quel logorio costante che nasce dal confronto sistematico con esistenze patinate sui social che poi nella realtà non esistono affatto».
Da qui l’invito accorato a riscoprire la genuinità dell’esperienza reale attraverso l’uso consapevole del linguaggio. «Dobbiamo imparare a maneggiare con cura le parole» afferma Rolfo. «Scegliere una parola significa concedergli il diritto di cittadinanza nella nostra vita. Esistono parole meravigliose con cui descrivere le nostre emozioni che possiamo, e dobbiamo, far entrare nel nostro quotidiano. Solo in questo modo» conclude Rolfo «possiamo edificare intorno a noi un perimetro in cui sentirci autentici. E felici».

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