UNO SPACCATO DELL’ALBANIA DI FINE ANNI NOVANTA ED UN MESSAGGIO DI SPERANZA. “LUNA PARK” È IL SESTO FILM IN CONCORSO PER I GENERATOR +18

Questa storia mi ha aiutato a curare quello che non è solo un trauma personale ma generazionale. Noi albanesi parliamo poco della guerra civile che ha segnato le nostre vite nel 1997, quando abbiamo perso oltre duemila persone. Non abbiamo ancora portato il film in Albania, sono curioso di vedere le reazioni. Non possiamo prevedere cosa ci riserverà il futuro, difficile capire cosa stia accadendo nel mondo in questo momento di caos, ma il mio augurio è che voi continuiate a sperare e a sognare, non perdendo mai di vista il vostro bambino interiore”.

Nonostante la difficoltà del tema, il regista albanese Florenc Papas lancia un messaggio di speranza ai Generator +18, in occasione della proiezione del sesto film in concorso.

Luna Park” racconta la storia di Mira e di suo figlio Toni nella loro lotta alla sopravvivenza durante le vicissitudini che hanno colpito l’Albania a fine anni Novanta. Il Paese precipita nell’anarchia e i due affrontano il rischio del confine. Finiscono per separarsi una volta arrivati in Grecia, lì è ancora più evidente la forza di una madre e la disperazione della guerra. In un tempo così incerto il luna park diventa simbolo di normalità e di divertimento, un ricordo che il regista porta con sé dalla sua personale esperienza.

La storia della mia famiglia ha ispirato il film, d’altronde credo che tutti gli albanesi che hanno vissuto quegli anni possano ritrovare la loro in questo film. Purtroppo, la ricerca di una vita migliore all’estero è ancora una realtà per noi. Il luna park simboleggia il desiderio del protagonista di continuare a sperare, è una metafora di ciò che ho provato in quel periodo quando io avevo 7 anni: la paura per ciò che stava accadendo e la voglia di provare cose nuove, andando incontro ad una nuova vita”.

Al dibattito al termine della proiezione sono intervenuti anche i co-produttori italiani Vincenzo Filippo e Riccardo Neri, i quali rappresentano una produzione internazionale che ha unito realtà italiane, greche, albanesi e croate per un lavoro durato 4 anni.

Si tende sempre a guardare verso l’America, ma c’è una grande produzione che viene dai nostri vicini di casa. Dobbiamo guardarci più intorno, è la seconda volta che lavoriamo con Florenc Papas e apprezziamo moltissimo il suo talento”, ha sottolineato Vincenzo Filippo.

Ci arrivano tante proposte, ovviamente, e gli elementi da analizzare sono sempre tanti. Mi sento di dirvi che tutto parte dalla storia, è alla base! Da una buona sceneggiatura può venire un pessimo film, ma è difficile che venga un buon film da una cattiva sceneggiatura. Se la storia c’è è anche più facile trovare fondi per darle vita”, ha concluso Riccardo Neri.

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