Ultima di corti per gli Elements +3: Storie, Sogni e Sorrisi che volano al #Giffoni55

Una serata fatta di sorrisi, stupore e mani alzate per chiedere “Perché?” e “Come?” ha chiuso l’avventura degli Elements +3 al #GiffoniFilmFestival. In Sala Lumière, si è svolta l’ultima emozionante proiezione dei cortometraggi in concorso, accompagnata da un parterre speciale di registi e artisti che hanno incantato i piccoli #jurors con storie delicate e messaggi profondi. Tra risate, domande e abbracci, il cinema ha unito ancora una volta generazioni e cuori.

Volare con il cuore e con la testa. Ad aprire la serata, “A Dream Takes Flight” di Chiara Helm, per la sceneggiatura di Michele Mistrorigo, una favola moderna che ha fatto volare il pubblico insieme a Ugo, un pinguino con un sogno impossibile. «Abbiamo pensato di costruire le ali perché il pinguino non può volare, ma ha questo sogno – ha raccontato Helm – così costruisce uno strumento che ricorda l’invenzione di Leonardo da Vinci». Il corto è dedicato a Matteo Armellini, morto sul posto di lavoro: «Il tema del corto è la sicurezza, affinché tragedie così non accadano mai più», ha aggiunto Mistrorigo. Un messaggio potente, accolto con grande attenzione anche dai più piccoli.

La timidezza è un superpotere. Con “A Strange Toad”, la regista Claudia Giorgini ha dato voce a un rospo solitario, spesso frainteso. «Rospo non è scocciato, ha solo difficoltà a parlare con gli altri e si chiude in se stesso – ha spiegato – però appena prende sicurezza diventa un amico affidabile. Spero che voi bambini, quando trovate un amichetto un po’ insicuro, gli tendiate la mano». Un invito alla gentilezza che ha colpito al cuore.

Anche “The Chipmunk and the Squirrel” della coreana Huttzza KIM Sumin ha toccato il tema della timidezza: «Lo scoiattolo è tanto timido e introverso e non riesce a esprimere i suoi sentimenti… scommetto che anche a voi capita! Anche io lo sono, sapete?» – ha detto ai bambini, trovando sguardi di complicità tra le file della sala.

Piccoli che insegnano ai grandi. Grande emozione con “The Goldfish” di Gisella Gobbi, in cui una bambina cerca di liberare il suo pesciolino rosso. Gobbi ha toccato una corda profonda: «A volte per diventare umani dobbiamo imparare da voi bimbi». Accanto a lei, l’attrice Rachele Sanna, giovanissima protagonista, ha aggiunto: «Gli adulti a volte sono troppo impegnati a darci retta e allora noi piccoli ci organizziamo da soli sul da farsi». Una frase accolta da un fragoroso applauso.

Quando la cameretta diventa un circuito di gara.  A far esplodere le risate è stato “The Rumble-Bumble Rally” del norvegese Johan Kaos, che ha chiesto ai piccoli giurati: «Perché voi bimbi non mettete a posto la vostra cameretta, eh? Mamma e papà a volte sono tanto stanchi e le vostre manine possono essere di grande aiuto!». Un invito giocoso ma efficace, in perfetto stile #Giffoni.

Armi che suonano, non feriscono.  Infine, “Tin Tune” della regista statunitense Carolyn Gair ha chiuso la rassegna di corti con una storia di fantasia e musica: «I topolini con le armi hanno deciso di usarle per suonare della musica, e non per ferire». Un messaggio di pace e creatività, trasformato in avventura per occhi sognanti.

I corti hanno saputo parlare ai più piccoli con leggerezza, profondità e poesia, offrendo spunti di riflessione e incoraggiamento. I giurati provetti, con il loro entusiasmo contagioso e le loro mille domande, hanno reso la serata viva e autentica. Il loro sguardo sul mondo è ciò che rende #Giffoni un luogo unico, dove ogni storia può diventare un insegnamento e ogni emozione un ricordo indelebile. Dal più piccolo al più grande.

 

 

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