The girl from above: si può fuggire da un luogo, ma non da se stessi

Quando i traumi di ognuno prevalgono, vivere in equilibrio è una sfida difficile: è questo il presupposto da cui nasce “The girl from above”, film in concorso a #Giffoni56 nella categoria Generator +18 diretto da Bérangère McNeese, che racconta la storia di Héloïse, ragazza che fugge dalla casa famiglia in cui vive dopo una brutta delusione personale e incontra Mallorie, coetanea che le offre di andare a vivere insieme a lei e alle altre due sue coinquiline, Jenna e Mona, al settimo piano di un edificio popolare. Le quattro giovani fondano una famiglia basata sulla solidarietà reciproca, seguendo alcune regole molto rigide che, però, porteranno il gruppo al conflitto col passare del tempo. Ispirato al primo cortometraggio della regista “The sleep of the amazons”, il film racconta il disagio, la ricerca di appartenenza e di avere un qualcosa da definire “famiglia” di un gruppo di ragazze spesso lasciate sole e ai margini dal mondo. Un film che ha lasciato il segno in sala e nel cuore dei #giffoners più adulti. “Penso che il film sia struggente, la storia di questa famiglia mi ha emozionato profondamente” – dice Carmine. “Questo film mi ha toccato tanto, oggigiorno si vedono sempre più spesso persone che si trovano in situazioni simili. E’ stata una realtà messa su schermo” – anche Arianna ha voluto commentare. “Sono così felice che il film possa essere visto in tutto il mondo, e sono molto fortunata per questo. Purtroppo, sono bloccata in un altro set cinematografico, spero vi divertiate, e mi auguro di potervi incontrare la prossima volta. Abbiate cura di voi” – così la regista, Bérangère McNeese, in un videomessaggio di saluto.

Un pensiero su “The girl from above: si può fuggire da un luogo, ma non da se stessi

  1. Lelio Licinio Prisco dice:

    Dalla visione di questa opera cinematografica belgio-francese, emerge uno spaccato di resilienza di giovani donne in difficoltà, che si accolgono ed aiutano reciprocamente in un appartamento della periferia. Héloïse, la protagonista, una ragazza di 15 anni in procinto di compierne 16, scappa da una casa famiglia dove un educatore, di cui si innamora, a causa della relazione sentimentale intrapresa, finisce per metterla incinta, ma rinnegando le proprie responsabilità per paura di un licenziamento. Lei, che trova l’amica Mallorie in circostanze rocambolesche, dopo aver commesso un furto in un supermercato, va a vivere in questa casa comune, dove trova amore e comprensione da altre donne, ma pure scenari improbabili dove le altre ragazze combattono le loro individuali difficoltà. Il nodo principale della storia è l’emancipazione giuridica e concreta di Héloïse la quale, raggiunti i 16 anni, a seguito di una gravidanza inaspettata, decide di abortire raggiungendo così il mondo “adulto”, con la consapevolezza di essere pronta ad aiutare altre sventurate come lei, che incontra per caso nel suo cammino di vita.
    Buon film.

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