Stelle, suoni, danza, gioco e magia nella festa di strada del Giffoni Street Fest

Quando le urla dei ragazzi assiepati al photocall ad attendere i loro artisti preferiti iniziano a diradarsi e lo sciame colorato dei Giffoner inizia a fluttuare per le strade, è l’ora del Giffoni Street Fest. Un modo magico che si muove negli spazzi della città e accompagna i giovani ospiti, e le loro famiglie, fino alle prime note dei concerti.

Una festa di strada fatta di suoni, magie, colori, danze, che con il calare del sole attendono il buio della sera. Ed è proprio il sole a essere il primo protagonista, con l’associazione Cana, il Centro Astronomico Neil Armstrong di Salerno che accoglie, con i suoi tre telescopi, i ragazzi. Biagio, Gianfranco, Nazereno, Luisa, Maria Pia, prendono per mano i più piccoli e li immergono nel fascino dello spazio. Il sole e le sue macchie solari hanno abbagliato gli occhi curiosi dei più piccoli che per la prima volta vedevano la stella che illumina e riscalda il nostro circostante. Le macchie “permettono agli astronomi di conoscere il livello di pericolosità del Sole” ci dicono, cioè “la probabilità che in esso abbiano luogo esplosioni così violente da produrre tempeste geomagnetiche cruciali per la Terra”.

Termini difficili sì, ma vuoi mettere vedere il sole così vicino. “E’ stata una cosa magica” racconta la piccola Anna, otto anni e un sorriso enorme appena scesa dal gradino che le ha consentito di raggiungere l’oculare nel quale guardare la nostra stella. La magia del sole riscalda gli animi dei ragazzi. Le magliette colorate fluttuano tra le strade come stormi di uccelli mossi dal vento. E invece è il ritmo dei tamburi del, PegaOnda a incuriosirli. Chi sono questi musicisti? Un gruppo di percussionisti nato a Napoli nel 2009 che propone uno show di musica brasiliana. E perché sono qui? Semplice: “Perché la musica, l’arte e il gioco possono diventare veicolo di inclusione, nella lotta alle diseguaglianze, per lo sviluppo della persona e dello spirito di comunità” scrivono nel loro curriculum. E questo, è in perfetta armonia con il tema di questa 55esima edizione e più in generale con lo spirito del Giffoni. Una musica ritmica che scorre nel village di via Moro come un fiume ritmico in piena. E si danza, si balla, ci si sfrena, adulti e piccini, adolescenti carichi di gioia. Più in là, in piazza Umberto Primo, l’associazione Molino Rosenkranz mette in scena Formaelastica uno spettacolo che frulla di tutto.

Un’idea artistica che unisce la performance teatrale – attoriale ad una componente visiva di impatto: una struttura mobile che si muove nello spazio della piazza, con un telo elastico che si anima.  Parola, musica, gesto, danza aerea avvolgono il pubblico e lo trascinano in un viaggio immaginario nel quale stimolare la fantasia, l’immaginazione, lo stupore, la meraviglia e il coraggio di cambiare punto di vista. Appunto una mente elastica è capace di aprirsi schiudendo nuove soluzioni e opportunità. E anche i bambini, alla fine, entrano nel tessuto elastico della scena e provano ad animarlo creando onde di gioia.

Siamo già al buio quando, due eccentrici panettieri ( Meroni Zamboni del Collettivo Clown) con velleità circensi iniziano a far lievitare dall’impasto del pane scherzi e giochi di ogni sorta. Tra acrobazie pericolanti, giocoleria con gli strumenti del fornaio e nuvole di farina magica, che avvolgono i ragazzi in un gioco che diventa anima collettiva di una festa che si avvia a calare il sipario, raccogliendo attorno a sechi esce dallo spettacolo dei burattini dei fratelli Ferraiolo e chi abbandona la ludoteca de “Il paese delle meraviglie” e si assiepa attorno al Giardino degli Aranci in attesa di assiste alla fiaba narrata sul palco de “Il posto delle fiabe”.

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