ROBERTO FICO A GIFFONI56: «INVESTIRE SU GIOVANI, SERVIZI E OPPORTUNITÀ PERCHÉ RESTARE AL SUD SIA UNA SCELTA POSSIBILE»

Il presidente della Regione Campania incontra i ragazzi di impact in Sala Verde. Dalla sanità ai trasporti, dalle aree interne all’autonomia differenziata, fino alla Palestina e all’attualità politica. La visita alla Cittadella del Cinema e alla Multimedia Valley e il Giffoni Award: “Ritrovo un posto pieno di vitalità. I ragazzi ne sono il vero motore”.

 

Terza volta a Giffoni per Roberto Fico, la prima da presidente della Regione Campania, protagonista a #Giffoni56 di un lungo confronto con i ragazzi di IMPACT in Sala Verde. Un incontro aperto, attraversato dalle domande dei giovani e dai temi che maggiormente riguardano il loro presente e il loro futuro: la possibilità di restare al Sud, il lavoro, i trasporti, i servizi, le fragilità, la politica, l’autonomia differenziata, fino alle grandi questioni internazionali.

L’arrivo alla Cittadella del Cinema e poi il percorso verso la Multimedia Valley, accolto dal sindaco di Giffoni Valle Piana Antonio Giuliano. Ad accompagnarlo anche il presidente dell’Ente Autonomo Giffoni Experience Pietro Rinaldi e il fondatore Claudio Gubitosi. Intenso l’incontro con i genitori del Gruppo Asperger Campania che qui a Giffoni animano la Quiet Room, area di decompressione sensoriale per persone neurodivergenti, l’unica esperienza del genere per un festival culturale in Italia.

«Ritrovo Giffoni sempre piena di vita, di ragazzi e ragazze: il vero motore sono loro – ha sottolineato Fico –. È un’esperienza unica e per la Campania rappresenta una grande invenzione, capace di fare molto anche sul terreno dello sviluppo territoriale. In un momento in cui i social e il digitale corrono così velocemente e rischiano di limitare gli incontri, il fatto che tanti giovani si ritrovino qui crea condivisione. E questo Giffoni dovrà farlo sempre meglio e sempre di più».

Parole che hanno trovato immediatamente riscontro proprio in Sala Verde, dove Davide Russo, responsabile relazioni istituzionali, Jacopo Gubitosi, direttore generale, e Luca Apolito, direttore artistico, hanno raccontato al presidente il senso e le emozioni di questa edizione e di un progetto che negli anni ha fatto dell’ascolto dei ragazzi la propria cifra.

Davide Russo ha ricordato il percorso compiuto da IMPACT dal 2018 e gli incontri che hanno portato a Giffoni protagonisti delle istituzioni, della cultura, della scienza e della società civile. Anche questa edizione ha offerto ai ragazzi occasioni di confronto molto diverse tra loro, da Dacia Maraini a Pietro Grasso, dalla famiglia Regeni fino a Marco Rodari, il clown che porta il sorriso ai bambini negli scenari di guerra.

«I ragazzi crescono in questa Sala Verde, si riconoscono in questo luogo e ogni anno ne arrivano di nuovi», ha sottolineato Russo.

Per Jacopo Gubitosi, il cuore dell’esperienza è nella capacità di «abbracciarsi, di commuoversi, emozionarsi». Un programma che nasce dall’ascolto e parla di rispetto e amore: «Per loro queste sale sono casa. Qui si creano connessioni e nasce una comunità».

Luca Apolito ha invece spiegato la scelta di Le cose impossibili, tema di #Giffoni56, nato dalla preoccupazione di sentire pronunciare sempre più spesso proprio la parola “impossibile”. Da qui l’immagine di un nuovo Icaro e l’invito rivolto ai ragazzi a non lasciarsi imprigionare dagli stereotipi sulla propria generazione, a tentare il volo, ad assumersi il rischio e a far sentire la propria voce. Le riflessioni raccolte durante il Festival confluiranno in un manifesto che vuole raccontare questa generazione.

«Come possiamo restare al Sud?»

Subito  al centro uno dei temi più sentiti: l’esodo dei giovani dal Mezzogiorno. «La nostra vita passa nel frattempo e dobbiamo fare delle scelte», hanno detto, dalla sala, chiedendo a Fico quali cambiamenti concreti intenda realizzare affinché restare in Campania possa diventare davvero possibile.

Il presidente ha riconosciuto la gravità del fenomeno, soprattutto quando a partire sono giovani qualificati. Le ragioni, ha spiegato, riguardano lavoro, carriera e reddito, ma anche qualità della vita e servizi.

La risposta, secondo Fico, passa per investimenti in sanità, cultura, politiche sociali e trasporti, ma anche dalla costruzione di un rapporto più forte tra università e sistema produttivo, capace di creare un ecosistema di imprese che aumenti le opportunità di occupazione e migliori i livelli retributivi.

A seguire il nodo trasporti. I ragazzi riportano le loro esperienza quotidiana di chi vive le difficoltà dei collegamenti tra i diversi territori campani.

«Il trasporto è un diritto che deve essere affermato ogni giorno», ha risposto Fico, richiamando gli interventi su EAV e AIR Campania e un programma di investimenti da circa un miliardo di euro finalizzato a rendere più efficace il servizio pubblico.

Un’attenzione particolare è stata riservata alle aree interne, definite dal presidente una priorità dell’azione regionale. Fico ha richiamato gli interventi nel Sannio e in Irpinia e il lavoro sull’elettrificazione della linea ferroviaria Avellino-Benevento-Salerno, ribadendo la necessità di ridurre le distanze tra territori e opportunità.

Reddito, fragilità e primi mesi di governo

Il confronto si è spostato anche sul rapporto tra denaro, libertà e società dei consumi. Sul reddito di cittadinanza, Fico ha rivendicato la misura introdotta durante l’esperienza di governo nazionale del Movimento 5 Stelle e si è detto favorevole al fatto che in Europa si sia aperta una riflessione sul reddito universale. “Una misura di sostegno, ha spiegato, può mettere le persone al riparo da condizioni di bisogno e da possibili forme di ricatto”.

Sollecitato sul rapporto con la precedente amministrazione regionale e sulla discontinuità rispetto alla presidenza De Luca, Fico ha scelto di parlare dei provvedimenti adottati: «Ci qualifichiamo per ciò che facciamo».

Ha quindi ricordato, tra le misure dei primi mesi di governo, i 52 milioni di euro del Fondo sociale europeo destinati al rafforzamento delle politiche di inclusione, in favore, tra gli altri, delle persone con disturbo dello spettro autistico, nonché delle famiglie. E l’aumento delle indennità per gli operatori dei pronto soccorso. «Quello che stiamo facendo – ha rivendicato – è il lavoro di una giunta progressista».

Autonomia differenziata: «Un danno per tutto il Paese»

Netta la posizione sull’autonomia differenziata, definita da Fico «un danno per il Paese, non soltanto per la Campania».

Il presidente ha richiamato la pronuncia della Corte costituzionale e manifestato forte preoccupazione per le pre-intese avviate successivamente. La Regione, ha spiegato, deve lavorare con le altre amministrazioni regionali per valutare le iniziative da intraprendere, compresa l’ipotesi di un nuovo ricorso.

Particolare attenzione, secondo Fico, deve essere riservata alle conseguenze che ulteriori differenziazioni territoriali potrebbero produrre sulla sanità e sull’uguaglianza nell’accesso ai servizi essenziali.

Palestina e diritto internazionale

Ampio spazio anche alla questione palestinese. Sollecitato dai ragazzi sulla presenza della delegazione israeliana ai Giochi universitari di Salerno, Fico ha affermato di non esserne stato preventivamente informato e ha ricordato la posizione assunta dalla Regione Campania nei confronti dei rappresentanti del governo israeliano.

Molto dura la sua valutazione sull’azione del governo di Israele e sulla situazione nella Striscia: Fico ha parlato di «genocidio a Gaza», richiamando la necessità di difendere il diritto internazionale e di rispondere alle sue violazioni «con più democrazia e più libertà».

«Dobbimao dire con forza che a Israele c’è un governo criminale. E ha ragione il sindaco di New York quando dice che nel caso in cui arrivasse nella sua città Deve partire l’arresto per Netanyahu. E deve partire anche nel nostro Paese. Perché a Gaza c’è un genocidio. Trump ha e  Netanyahu  si sono messi sotto i piedi il diritto internazionale e noi dobbiamo rispondere con più democrazia e più libertà».

Sul tema delle migrazioni, il presidente ha inoltre sostenuto la necessità di favorire maggiori canali di immigrazione legale, considerandoli anche un’opportunità di crescita per il Paese.

Verso le prossime sfide politiche

Non è mancata l’attualità politica nazionale. Sul programma della coalizione di centrosinistra, Fico ha spiegato che una parte del lavoro è già contenuta nelle iniziative legislative e nelle scelte compiute nei quattro anni all’opposizione, mentre restano da definire alcuni punti in vista dell’avvio vero della corsa per le Politiche del prossimo anno: “Su questo – ha detto – da settembre non bisognerà perdere un solo minuto per arrivare a meta e cioè fare in modo che il campo progressista arrivi alla guida del Paese”.

Il Giffoni Award

A conclusione dell’incontro, a Roberto Fico è stato tributato il Giffoni Award, suggellando una giornata di confronto con una comunità di giovani che il presidente ha indicato come il vero motore dell’esperienza Giffoni.

Un riconoscimento che, nell’edizione dedicata a Le cose impossibili, assume anche un particolare valore simbolico. Per #Giffoni56, infatti, la Scuola dell’Arte della Medaglia della Zecca dello Stato  ha realizzato Futura – Rendere possibile l’impossibile, l’opera dedicata alle personalità capaci di offrire ispirazione alle nuove generazioni.

La conclusione di un incontro che ha restituito esattamente l’immagine di Giffoni evocata dallo stesso Fico: un luogo in cui i giovani non si limitano a incontrarsi, ma costruiscono relazioni, condividono pensieri e prendono la parola sul proprio presente nell’azione incessante di costruzione del loro futuro. Perché, anche nell’epoca delle connessioni digitali, esserci, guardarsi negli occhi e ascoltarsi continua a fare la differenza.

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