A Giffoni l’educazione allo sport del Gruppo Forte Tra gli ospiti, il dottor Alfonso Maria Forte e gli sportivi Giuseppe Chiarolanza e Salvatore Maresca

«Necessario essere educati allo sport fin dall’infanzia. Corpo e mente sono collegati». Il dottor Alfonso Maria Forte (fisiatra Gruppo Forte/Shoulder Hub) è stato chiaro durante l’incontro avvenuto in Sala Verde al Giffoni Film Festival, all’interno del panel “Sport in Life”. Accolto dai giffoner, insieme a Valeria Agosti (docente all’Università degli Studi di Salerno) e Alfonso Maria Romano (chirurgo ortopedico e traumatologo), Forte ha raccontato la necessità di ascoltare il proprio corpo e di adottare uno stile di vita sano in linea con un’idonea attività sportiva, non necessariamente legata all’ambito agonistico.
«Giffoni Sport significa salute, significa benessere, significa prevenzione – ha detto il dottore a capo del Gruppo Forte, network di strutture sanitarie il cui raggio d’azione gravita intorno al settore della fisioterapia e riabilitazione dell’adulto e del bambino, oltre che alla traumatologia sportiva – Abbiamo tenuto un talk molto interessante, presentando un nostro progetto con l’Università di Salerno, che si chiama Sport in Life, lo sport che accompagna l’uomo dall’infanzia fino all’età adulta, attraverso tutte le fasi: dallo sport amatoriale fino a quello professionistico».
Con loro, sul palco del Festival, Giuseppe Chiarolanza e Salvatore Maresca, due atleti importanti della Ginnastica Salerno, due olimpionici, che hanno testimoniato la loro storia di sport e di infortuni, quindi di fasi calanti seguite da recuperi brillanti e partecipazione a nuove competizioni.
«Abbiamo presentato un altro progetto interessante, con il collega Alfonso Romano, che si chiama Shoulder Hub – ha aggiunto Forte – Un progetto di network di professionisti che si occupano di tutto ciò che ha a che fare con la spalla, articolazione molto mobile. Al Giffoni Media Valley, organizzeremo il 25 e il 26 settembre, il primo Congresso Internazionale Shoulder Hub. Abbiamo già oltre 400 iscritti, per cui le sale del Giffoni saranno piene di ospiti, da tutta Italia e qualcuno anche dall’estero. Un lavoro che parte da Salerno e Napoli, si amplia a tutta la Campania, raccoglierà una serie di specialisti in tutto il Paese e confluirà in un ulteriore progetto che si chiama Sport Medicine Hub, che segue addirittura altri paesi europei. Un progetto di ricerca, studio, divulgazione e di attività di azione».
Non è mancato il messaggio diretto ai ragazzi e alla necessità di costruire una forte educazione allo sport. «È fondamentale – ha spiegato il medico – anche perché chi non si muove bene, chi non pratica attività motorie perde una parte di quello che è lo sviluppo cognitivo. Il corpo e la mente sono collegati: un corpo armonico porta poi ad avere una mente veloce. Tutti i nostri sportivi hanno funzioni corticali superiori molto sviluppate, proprio perché il movimento aiuta anche alla crescita neuronale. Lo sport non deve essere vissuto soltanto come qualcosa di agonistico. Ogni qualvolta parliamo di sport pensiamo al calcio, pensiamo all’NBA. In Italia purtroppo si tende troppo presto all’agonismo rispetto agli altri paesi del mondo. Lo sport deve essere attività motoria, deve essere movimento, e l’agonismo deve iniziare dopo».
A proposito di messaggi da lanciare ai giovani, i due sportivi Maresca (di Castellammare di Stabia, oro alla Coppa del Mondo Baku 2022 e bronzo ai mondiali Kitakyushu 2021, entrambi agli anelli) e Chiarolanza (stella sportiva di Salerno) hanno raccontato la propria esperienza.
«Fortunatamente non sono arrivato ad avere una lesione, ma ho scoperto il mio problema grazie ai dolori – ha raccontato l’atleta stabiese – ho ascoltato bene il mio corpo fino ad arrivare ad una conclusione, ovvero che stava per cedere il reparto superiore della spalla e per prevenzione ho deciso di subire un’operazione, in modo tale da rientrare meglio di prima ed evitare un trauma che mi avrebbe portato a conseguenze anche abbastanza importanti. Sicuramente la cosa più importante è quella di praticare sport senza paura, perché come nella quotidianità della vita, le disgrazie possono sempre avvenire. In particolare dico ai giovani di ascoltare il proprio corpo e la propria mente ed escludere qualsiasi tipo di persona che non sia un professionista, quando hanno bisogno di aiuto. Questa la cosa più importante per qualsiasi persona che vuole intraprendere una carriera sportiva».
A confermarlo, il giovanissimo Giuseppe Chiarolanza, in forza a Ginnastica Salerno. «Mi sono accorto di essermi rotto la spalla perché non riuscivo più a performare e mi rendevo conto che la forza non riuscivo più a esprimerla – ha ricordato il 23enne sportivo salernitano, che ha dovuto subire un’operazione – Adesso sembra che si sia ripresa la situazione. Il messaggio da lanciare ai ragazzi, visto che siamo in un contesto in cui Giffoni appunto è il mondo dei giovani per eccellenza, è che bisogna godersi il percorso, spingere forte, ma sempre con intelletto, mai fare il passo più lungo della gamba».

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