MEET AND GREET CON GLI ATTORI DI “UN POSTO AL SOLE”: LUCA TURCO, VLADIMIR RANDAZZO, GIORGIA GIANATIEMPO E GINA AMARANTE AL GIARDINO DEGLI ARANCI

È stato un incontro bellissimo, emozionante e pieno di aneddoti quello avvenuto durante la sesta giornata del #Giffoni56: la platea ha avuto modo di interagire con gli attori di “Un posto al sole”, la celebre serie TV che va in onda in prima serata su RAI 3 da ormai 30 anni.

Luca Turco, Vladimir Randazzo, Giorgia Gianatiempo e Gina Amarante, presentati da Orazio Cerino, hanno scambiato una bellissima chiacchierata con i presenti, allietando il pre-serata del Low Shò con aneddoti sulla loro carriera, sulla serie e su varie vicende oltre il set. Incantevoli e degne di menzione soprattutto le testimonianze del pubblico, che oltre a porre domande, ha regalato aneddoti pieni di gratitudine e amore per i protagonisti dell’appuntamento serale, ormai entrato nelle case italiane nel 1996 e mai più andato via.

A prendere per primo la parola è stato Luca Turco, che nella serie interpreta Niko Poggi: “Da piccolissimo ho iniziato a fare teatro, mi piaceva l’idea di fare l’attore. Poi ho capito che era un lavoro crescendo, me ne sono innamorato pian piano ed è stato estremamente formativo essere insegnante di recitazione”.

Vladimir Randazzo (Nunzio Cammarota) ha raccontato la sua storia dicendo: “La mia è stata una scelta presa molto lentamente, ma fin da piccolo finivo per fare qualche attività in ambito teatrale. Durante il liceo partecipai a questo incontro di teatro. Rimasi folgorato dall’Edipo Re di Sofocle. Da lì ho capito ed è cominciato un percorso difficile. Con impegno e studio può diventare un sogno realizzabile. Non tutti i personaggi sono simpatici, capita spesso che si commentino gli episodi, anche per strada. Diventa un dibattito, è una cosa molto bella. A me arrivano insulti principalmente (ride ndr.)”.

Molto legato al #GiffoniFilmFestival invece il percorso di Giorgia Gianetiempo (Rossella Graziani): “È iniziato come un gioco, nel ’99 tramite mio padre partecipai ad un cortometraggio proprio per il Giffoni Film Festival e paradossalmente è da lì che è partito tutto. In realtà la parte ludica non finisce mai, tutti i giorni sul set ci divertiamo, nonostante sia un lavoro. Ma è il lavoro che amiamo”.

Anche Gina Amarante (Manuela Cirillo e Micaela Cirillo) ha rivelato di aver avuto contatto diretto con #Giffoni durante la sua infanzia: “Io sono venuta al Festival da piccola e l’ho amato. Dissi a mia mamma che volevo andare a scuola di recitazione. Mi portò prima a Gragnano e poi a Castellammare. Mia mamma ad oggi è la mia fan numero 1”.

Dopo le presentazioni, si sono sprecati gli scambi tra il pubblico e i protagonisti; le domande principalmente hanno incluso pareri personali sulla serie, come quella relative ai personaggi preferiti o meno degli attori: “Credo di odiare visceralmente le gemelle” – dice Luca Turco, scatenando le risate della platea – “con una ci ho fatto un figlio e con un’altra mi son sposato, fate un po’ voi”.

Vladimir Randazzo ha aggiunto: “Ci sono personaggi stimabili e meno, ovviamente è un parere soggettivo. Anche perché la serie ha una quarta parete estremamente sottile ed infatti il contatto col pubblico nella nostra vita è molto familiare. Parlo da novellino, è una serie che in questi anni si è evoluta. Va di pari passo alle scelte di una generazione da raccontare. Tutti assistiamo ad un mondo che cambia e si velocizza. Il prodotto dura da così tanto tempo e ha vita propria. Proviamo a restituire quanto più possibile alle persone.”

Luca Turco ha concordato con l’amico e collega di set, aggiungendo: “Secondo me l’impatto con il pubblico è rimasto identico negli anni. Io sono entrato nel 1999 ed ero un ragazzino. La gente mi incontra e dice che cena insieme a noi. Ci trattano come membri di famiglia. Diventa un punto di ritrovo. Durante il giorno ognuno ha i propri impegni e la sera si riunisce in questo rito familiare. L’affetto dei fan è rimasto immutato negli anni”.

Le domande sono proseguite: in relazione agli episodi il quartetto è stato d’accordo sul fatto che gli quelli dei periodi di festa siano sempre i più divertenti, con Randazzo che ha voluto simpaticamente lanciare un appello alla produzione: “Fatemi fare una puntata serena durante le feste, per favore. Finisco sempre per avere ruoli catastrofici e pieni di questioni complicate”.

Gina Amarante ha amorevolmente aggiunto a riguardo: “Sono d’accordo con il parere sulle puntate delle festività, diventa una festa reale anche per noi sul set”.

Sono arrivate anche domande estremamente tecnico-emotive, rilegate al rapporto con i propri personaggi e a quanto effettivamente abbiano impattato sulla vita privata degli attori: “Dopo tanti anni è normale che un personaggio possa assomigliare all’attore. È un filo davvero sottile” – ha detto Giorgia Gianetiempo.

Non è mancata la domanda sul rapporto con Napoli, a cui gli attori hanno risposto all’unanimità, definendola “casa, il posto dove abbiamo realizzato i nostri sogni e portato avanti le nostre vite”.

Una delle testimonianze più belle è arrivata da una signora in platea, accompagnata dal marito: “Per me siete come una famiglia aggiuntiva, volevo ringraziarvi. Sono 30 anni che quando sto litigando con mio marito a quell’ora, lo zittisco dicendo che c’è la puntata serale e di conseguenza entrambi ci plachiamo. È un modo per fare pace, una cosa molto bella”. Una testimonianza che ha emozionato sia pubblico che attori.

“Un posto al sole” è esattamente questo: accompagna le vite degli italiani da anni e restituisce piccole finestre temporali di allegria, in cui ognuno può entrare in empatia con un modo fittizio diventato negli anni praticamente reale.

 

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