Marangio: “le vere barriere ce le pongono solo gli altri”

Marangio apre il suo talk nella maniera più impattante possibile, sdoganando un tabù e parlando da subito di posizioni “intime”, possibili proprio grazie alla sua disabilità. Marangio si è aperto coi ragazzi, regalando 45 minuti di risate. “Assieme alla poliomielite ho contratto anche un altro virus, quello dell’umorismo” – ha detto parlando della disabilità – “il problema è tuo, nessuno te lo toglie e per questo bisogna affrontarlo”.

Lello si è concentrato sull’importanza di affrontare le sfide che la disabilità comporta anche a livello mentale, affermando che si diventa disabili se e quando si diventa “scemi” per la malattia, non quando si diventa fisicamente disabili.

Lello ci ha raccontato alcuni dei momenti della sua vita, dalle competizioni con la federazione italiana sport disabili, alla traversata dello stretto di Messina a nuoto. Il tutto attraverso delle foto che ha gentilmente portato ai ragazzi di Giffoni Sport.

“Quando affrontiamo le disabilità non bisogna parlarne in maniera tragica perché così le persone vengono allontanate, anzi bisogna mettere le disabilità e l‘umorismo sulla stessa carreggiata e sconfiggere questa tragicità” come Marangio fa nel suo libro “Al mio segnale scatenate l’infermo”. Libro che è arrivato anche a Papa Francesco, il quale ha voluto omaggiare l’autore con un ringraziamento attraverso una lettera inviata di propria spontanea volontà.

Lello però ha raccontato di non voler essere ricordato in virtù della sua disabilità, motivo per cui ha anche iniziato a scrivere libri su altri temi, uno su tutti “Il mercatino di Roccagioiosa”, addirittura vincitore del premio Massimo Troisi.

“Ci tenevo ad essere qui, per essere in mezzo ai giovani” ha detto Marangio affermando che le generazioni di oggi stanno migliorando sul tema dell’inclusività, seppur ci sia ancora tanto da fare per raggiungere i livelli che in altri paesi hanno già raggiunto e di cui Lello ha già fatto esperienza andando a presentare i suoi libri all’estero.

“L’umorismo è una cosa innata, che però va allenata” motivo per cui ha deciso di darsi alla scrittura, per dare sfogo al suo dono e per divertire le persone.

Ha anche parlato di ispirazione, dicendo che per lui è stato Paolo Villaggio a dare il là a una passione che si è poi ampliata grazie ad una serie di attori che hanno fatto grande uso dell’umorismo e dei quali Lello ha saputo fare tesoro.

Con tutte le sfide che ha affrontato negli anni, Lello ha dato ai ragazzi di Giffoni Sport un’ultima lezione: “la soddisfazione è già straordinaria quando uno prova a fare qualcosa, non per forza quando si vince. Le barriere sono quelle che pongono gli altri”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *