Giovanni Moro a Impatto Giovani: “Siate cittadini attivi, fatevi promotori di una riforma del welfare”

Hanno molti punti in comuni Giovanni Moro e i ragazzi della sezione Impact di #Giffoni54. Hanno a cuore i temi della cittadinanza attiva, si chiedono come migliorare la propria partecipazione civile, ragionano di diritti e di doveri.

In effetti, sono stati proprio questi i temi dell’incontro promosso dal Dipartimento per le Politiche Giovanili ed il Servizio Civile Universale.

Docente di sociologia politica presso l’Università degli studi di Roma La Sapienza, sociologo e ricercatore, Giovanni Moro ha amato soprattutto restare in ascolto delle tante testimonianze e riflessioni ricevute nella sala blu.

Dapprima relative ad una recente ricerca sulla qualità delle relazioni e del tempo libero, poi del partecipato dibattito su lavoro, welfare e l’importanza del voto. 

“La prima difficoltà che abbiamo in Italia la si riscontra dando un’occhiata alle ricerche di settore riguardanti i giovani. Ognuna osserva una fascia d’età diversa, come se non ve ne fosse una determinata che può fregiarsi di questa definizione. Così diventa difficile decifrare chi sono i giovani, è difficile comparare a distanza di tempo i dati. Cosa significa essere giovane in Italia? Una domanda davvero difficile!”.

Ed il Covid ha tracciato un solco ancora visibile, ritorna nel dibattito più volte, non ha solo influenzato un forte senso di solitudine e difficoltà relazionali, ma anche scelte di gestioni amministrative.

“Continua ad esserci un atteggiamento di discredito nei confronti dei giovani, anche per questo voi non dovete essere più vittime o beneficiari di qualcosa, ma parte attiva. Puntate a sviluppare empowerment, un termine inglese insostituibile, che sta ad indicare una maggiore consapevolezza di ciò che potete fare, sia come individui che nella collettività. Se il welfare italiano relativo ai giovani si fonda sulle famiglie ed è limitante, allora mettetevi insieme e fate voi una proposta di riforma”.

Non una definizione legale, dunque, ma un dispositivo che apre molte porte. Questo è, per Giovanni Moro, la cittadinanza attiva

“Ed il modo in cui voi la vivete fa la differenza e può portare al superamento di quella situazione di sfiducia nei confronti dei giovani in Italia. Il modello di cittadinanza che abbiamo ereditato non funziona più. Anche il lavoro è cambiato, come il concetto di famiglia. Il lavoro è diverso sia nel senso soggettivo che nelle condizioni oggettive. Basti pensare ai working poor, ovvero chi lavora ma non riesce a fare una vita dignitosa”.

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