Lo spot sociale contro la violenza di genere: “Tu non sei sola” presentato a Giffoni

Da Giffoni Sport viene lanciato un messaggio potente contro la violenza di genere. Dura cinque minuti “Tu non sei sola”, lo spot sociale (regia Gilles Rocca, co-sceneggiatrice Roberta Mastromichele, produttore Matteo Calvari per Summeet) che ha coinvolto sei atleti, sei campioni dello sport.  “La scelta di prendere sei ragazze minorenni non è stata causale. La violenza di genere viene fatta su qualsiasi donna ed età – dice Gilles Rocca, regista, la firma d’autore insieme a Lorena Rutigliano – Quando abbiamo scritto lo spot sociale non abbiamo voluto mettere un cattivo che avesse un’identità. La violenza è metaforica: non c’è un uomo con la barba nera, non volevamo dare una faccia alla violenza perché la violenza non ha un’identità, può essere un uomo, una maestra, un maestro. Abbiamo scelto sei campioni per dare tanta forza, tramite lo sport, allo sport. Hanno subito accettato: cinque uomini che rappresentano la forza ma senza prevaricazione, piuttosto dovuta al lavoro che praticano negli sport gentile; l’unica donna è Isa che chiude lo spot. Non entra a contatto fisico perché è una forza in più, una sorta di coscienza. Loro non sono eroi in quanto uomini ma perché sportiva. Significa che la donna può farcela anche senza un uomo forte vicino. Da qui il titolo “Tu non sei sola”. Sono fidanzato, figlio e fratello: la donna è al centro della mia vita, come posso farle male? Pensare che un giovane uomo, a cinque anni, col tempo possa diventare un assassino, è contro natura. Faccio anche una profonda analisi sui me stesso: c’è stato un momento nel quale sono stato bullizzato e anche un altro nel quale sono stato bullizzato. Ogni volta che faccio qualcosa che ha a che fare con la violenza di genere, cerco di capire se nella mia vita ho fatto qualcosa che abbia a che fare con quella violenza, perché il cinema un po’ esorcizza. Cerco anche di capire se, alzando la voce e litigando, quell’alzare la voce sia paritario. Violenza di genere è una donna che si accascia in un angolo, che subisce che non ha più la frequentazione delle proprie amicizie. Non è importante prendere 10 o prendere 6 a scuola. La cosa importante è vivere la propria età. La più importante tra le cose importanti è avere sogni e coltivarli. Chi non ha sogni, alla fine, può anche diventare violento”.

Cos’è la violenza di genere? “Non è solo quella fisica – dice Lorena Rutigliano, produttrice esecutiva – ma psichica ed economica. Il messaggio che inviamo è universale e trasversale. La violenza non parte assolutamente dalle mani ma finisce alle mani. Si può essere violenti anche con uno sguardo. È un fatto non individuale ma collettivo, si parte dalle istituzioni, dalle scuole, dai luoghi che frequentiamo. Se noi donne ci vediamo belle con il tacco 12, con l’amore per noi stesse ci vedremo immense”. Il brano scelto è Taglia zero dell’artista Marla, scritto da una ex ragazza anoressica. La cantautrice utilizza parole taglienti come le lame ed impersonifica il dolore causato dal bullismo subito quando aveva tredici e quattordici anni”.

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