La pallavolista Chirichella a Giffoni Sport: “La famiglia e la mia Kiki sono la mia ancora di salvezza”

“Faccio la centrale e ti chiedo se è più bello realizzare un punto a muro o con l’attacco nei due metri”. La domanda risuona nella sala De Masi, durante Giffoni Sport e quasi riporta Cristina Chirichella in campo. La principessa, come la chiamava il suo papà da ragazzina, non si sottrae. Nonostante l’infortunio al ginocchio destro che la costringerà all’attesa forzata di otto mesi, la centrale di origini napoletane, colonna di Imoco Conegliano risponde come se davanti ai suoi occhi volteggiasse il pallone spacca-partita. “Punto è sempre punto, pure di piede. Però vuoi mettere una schiacciata nei due metri?”.

A cinque giorni dalla semifinale Champions e dopo la vittoria dello scudetto, “mi sentivo invincibile, ma a dieci minuti dalla conclusione dell’allenamento mi sono fatta male e mi è caduto il mondo addosso – racconta – Ci vorranno otto mesi per poter riprendere a giocare a pallavolo dopo l’infortunio al ginocchio e l’inevitabile intervento chirurgico: sarà uno stop lungo, ho affrontato il mio primo, vero infortunio in carriera. Ne approfitto per riposarmi e ricaricare le batterie. Giocherò ancora per qualche anno, almeno un paio o di più. Mi sono anche laureata in Scienze Motorie, l’ho fatto perché ho l’obiettivo futuro di aiutare le pesone in difficoltà e l’infortunio cade a puntino, perché posso mettermi nei panni anche delle persone che devono intraprendere un percorso riabilitativo. L’unica cosa che mi sono imposta adesso è di fare questa riabilitazione il più possibile nella mia routine, stando con il mio fidanzato, la famiglia, uscendo con il mio cane che si chiama Kiki, è un pitbull femmina e non sa essere delicata, perché dopo l’operazione al ginocchio mi è saltata addosso. Vive in simbiosi con me da 7 anni. Quando sono giù di morale, passeggio con il mio cane e poi faccio shopping compulsivo”.

Il rapporto con la Nazionale: “Ho seguito la VNL e le partite. Vedo che le ragazze si stanno rodando, sono molto giovani. Adesso stanno arrivando le veterane e insieme avranno un mese per preparare l’Europeo. Ne hanno passate tante, si conoscono e daranno filo da torcere alle squadre che incontreranno. Guarderò gli Europei maschili e femminili, sicuramente le partite clou. Dipende tutto da loro: a livello europeo, le squadre sono molto competitive. Non dimentichiamo Turchia, Belgio, Olanda, Germana. Ma noi siamo l’Italia”. Dribbla la domanda sulle scelte di Velasco. Risponde, invece, alla domanda sui ricordi più belli: “Abbiamo affrontate tante finali quando ero anche io capitano e sono felice di aver avuto una parentesi nella Nazionale, durante la quale le ragazze si affidavano anche a me. Il mio grande riferimento in squadra è stato Caterina Bosetti, grande amica: sempre in stanza insieme a lei nei ritiri, compagna di Nazionale e di club. L’anno scorso fare il grande Slam è stato fantastico: vincere cinque medaglie in competizioni nelle quali giocavo titolare mi ha dato una soddisfazione enorme”.

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