La curiosità che muove il tutto: il fulcro del film in concorso “THE MAJOR TONES”

Quarto giorno della cinquantaquattresima edizione di Giffoni: il 22 luglio alle 10 le porte della Sala Truffaut si sono aperte per la sezione +13 che hanno visto il film THE MAJOR TONES (Argentina, Spagna 2023) diretto da Ingrid Pokropek. Il film è prodotto da 36 Caballos (Argentina) ed è distribuito a livello internazionale da Bendita Film Sales (Isole Canarie).

Il lungometraggio parla di Ana, quattordicenne di Buenos Aires, che a seguito di un incidente le viene inserita una placca di metallo nel braccio. Durante le vacanze invernali, Ana inizia improvvisamente ad avvertire delle misteriose pulsazioni nella placca e, insieme alla sua amica Lepa, compone una melodia basandosi sui i segnali ritmici che avverte. Una notte, una discussione con Lepa induce Ana a vagare da sola per la città. Un incontro casuale con un giovane soldato le svela la vera natura degli impulsi: sono parole in codice Morse. Dopo aver capito che il suo braccio è l’antenna che riceve misteriosi messaggi, Ana decide di decodificarli.

Dopo il film è salita sul palco la regista del film Ingrid Pokropek, insieme al moderatore e all’interprete, pronti a rispondere alle domande dei giovani giurati. La regista ha dato il via libera alle domande definendo quello della Sala Truffaut un pubblico fantastico. Alla prima domanda sulla spiegazione del finale Pokropek ha ammesso che la conclusione è complessa e difficile da comprendere se il film è tradotto in un’altra lingua. Lo scopo del film era proprio quello di far capire ad Ana e allo spettatore che i messaggi captati non erano posti e monumenti di Buenos Aires, ma erano appunto nomi di fiori che sono omonimi con i luoghi della capitale argentina. C’è anche un’altra teoria secondo cui il messaggio fosse mandato da sua madre dall’aldilà come il “Non ti scordar di me”, credendo fosse un invito a non dimenticarla ma era specificatamente riferito al nome del fiore.

Il tema del Festival di quest’anno sull’illusione della distanza è stato pienamente centrato secondo i giurati. Infatti, per alcuni giurati il senso del film potrebbe essere basato proprio su questo, la distanza tra madre e figlia che sono collegate solamente dalla placca nel braccio. Per la regista il senso del film è certamente l’avventura che fa Ana per la città di Buneos Aires e tutta la macchina che si è attivata per scoprire il mistero. Secondo Pokropek tutto ciò che si è mosso per trovare la soluzione è esso stesso più importante della soluzione.

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