Il piccolo Tom vuole diventare un astronauta nel film GREETINGS FROM MARS

Dopo un grande inizio di Festival, continua la rassegna di film candidati nelle proprie categorie assegnate. I ragazzi della sezione Elements +10 sono rientrati in mattinata in Sala Alberto Sordi per vedere alle 10 e alle 17 il film GREETINGS FROM MARS (Germania 2024) di Sarah Winkenstette. Il lungometraggio parla di Tom un bambino di dieci anni autistico. Non gli piacciono i cambiamenti, le cose rosse e qualsiasi cosa rumorosa diventa presto troppo per lui. La sua specialità è lo spazio. Ama correre in giro con la sua tuta da astronauta e gli piace indossare il casco in situazioni difficili. Quando sua madre deve inaspettatamente andare in Cina, Tom deve trasferirsi con i suoi fratelli Nina (15) ed Elmar (13) per sei settimane dai nonni, nella campagna di Lunau. Per Tom è una tragedia. Ma per essere sicura che ce la faccia comunque, sua madre gli dà un diario di bordo e gli suggerisce di vedere la permanenza dai nonni come una missione di prova per Marte. Il desiderio più grande di Tom, infatti, è essere la prima persona ad atterrare sul pianeta rosso. “Se riesci a stare da nonna e nonno”, gli assicura sua madre, “potrai sicuramente arrivare su Marte”. Così Tom, senza troppe cerimonie, nomina la sorella Nina, che telefona in continuazione, operatore radio e l’iperattivo Elmar primo ufficiale. Insieme al suo equipaggio Tom esplorerà il pianeta Lunau, cercando di capire la nonna e il nonno, che sembrano vivere secondo regole proprie.

Il film è stato accolto calorosamente dal pubblico dei +10. Ospite a fine proiezione del film e quindi pronta a rispondere a tutte le domande e le curiosità dei ragazzi, la regista del lungometraggio Sarah Winkenstette. La regista tedesca ha aperto il dibattito dicendo che è bellissimo stare a Giffoni, soprattutto per il suo bellissimo pubblico.

La prima domanda dei giurati è stata sul perché la regista ha voluto affrontare il tema film: lo scopo del lungometraggio è proprio quello di illustrare come un ragazzo autistico vede il mondo, come percepisce i rumori in modo diverso e tutte le sfaccettature di chi soffre di questo disturbo. La categoria dei +10 ha compreso il senso del film lanciato da Winkenstette, come espresso da un giurato al microfono: “i bambini autistici nonostante il loro disturbo sono come i bambini normali”.

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