Giulia Izzo si racconta tra social, progetti e sogni: “Credeteci sempre e studiate!”

Non c’è stata alcuna distanza tra Giulia Izzo e i giurati di Generator +13.

Una ragazza tra i ragazzi, un talento che grazie a Tik Tok ha creato il suo appassionato pubblico. E proprio come accade attraverso i suoi video, Giulia si è raccontata, passando dalla sua vita personale al suo lavoro. “Sono felice di essere riuscita ad entrare nel mondo della danza e a vivere di ciò che amo. Ballare mi fa sentire viva. Ho cominciato a 3 anni, dietro a ciò che può sembrare facile ci sono anni di studio e di passione. Provandoci e studiando si possono realizzare i propri sogni, sembra una frase fatta ma è la realtà”.

Tante le domande dei giurati di #Giffoni54, ma non sono mancate nemmeno quelle che Giulia ha fatto a sua volta, in un continuo scambio. Tik Tok e i social, i contenuti da pubblicare, la gestione degli haters. “È normale ricevere delle critiche, io mi ritengo fortunata perché non ho tanti haters. All’inizio ci rimanevo male, ma dopo quasi 4 anni ho capito che la cosa più importante è essere me stessa. Nessuno di loro sa chi sei veramente. Spesso sono indecisa su quali contenuti val la pena pubblicare, anche se con il tempo capisci cosa piace e soprattutto ho capito cosa piace a me”.
L’impegno nello studio della danza, ma anche il rapporto con la scuola. “Non è sempre stato facile coniugare tutto: danza, lavoro e scuola, ma studiare è davvero importante”.

Oggi è alle prese con l’Università in un Corso di Comunicazione digitale e social media, ed anche questa esperienza entra quotidianamente nei suoi racconti attraverso i social.

“Ho cominciato a fare video durante la quarantena, mi annoiavo tanto e ne registravo moltissimi. Ne ho tenuti tanti in bozza, prima di allora realizzavo contenuti solo per la pagina del mio personaggio di Miracle Tunes. Ma mi sono detta che valeva la pena far conoscere anche la vera Giulia ed è stato un crescendo. Fare la tik toker non è per niente facile, c’è una preparazione lunghissima che non si immagina”.

Così, prima di lasciare la sala e dare appuntamento nel pomeriggio nell’area Comix, c’è stato tempo per mettere in piedi una coreografia con tutti i ragazzi in sala.

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