GIORGINO: “LA DEMOCRAZIA OGGI SI DIFENDE CON LA QUALITÀ DELL’INFORMAZIONE”

Il direttore dell’Ufficio Studi Rai e direttore scientifico dell’Osservatorio italiano sui media digitali (IDMO) incontra i Generator in Sala Blu: riflessione su social, intelligenza artificiale e nuove sfide della comunicazione

Come si comunica nell’era dei social network e dell’intelligenza artificiale? Qual è il ruolo del giornalismo in un ecosistema in cui chiunque può produrre contenuti? E come si difende la qualità dell’informazione in un tempo segnato dalla disinformazione? Sono alcune delle domande al centro dell’incontro con Francesco Giorgino, direttore dell’Ufficio Studi Rai e direttore scientifico dell’Italian Digital Media Observatory (IDMO), protagonista oggi in Sala Blu con i juror Generator.

Il giornalista ha invitato i ragazzi a riflettere sull’evoluzione del rapporto tra informazione e democrazia. Se nel Novecento, ha spiegato, la qualità della vita democratica sembrava dipendere soprattutto dalla quantità delle informazioni disponibili, oggi il paradigma è cambiato: il vero tema è la qualità dell’informazione. Viviamo in una società caratterizzata da un “overload informativo”, in cui le notizie sono ovunque, ma diventa sempre più difficile distinguere ciò che è verificato da ciò che non lo è.

In questo scenario cambia anche il ruolo del giornalismo. «Oggi esiste un’informazione senza giornalismo», ha osservato Giorgino, ricordando come l’ecosistema digitale abbia consentito a ogni cittadino di produrre e diffondere contenuti. Una trasformazione che amplia le possibilità di partecipazione al dibattito pubblico, ma che richiede anche maggiore responsabilità e consapevolezza da parte di chi informa e di chi fruisce delle notizie.

Ampio spazio è stato dedicato al concetto di comunicazione, intesa non come semplice trasmissione di un messaggio, ma come costruzione di una relazione e di una condivisione di senso tra chi comunica e chi riceve. Un processo che, nell’attuale panorama audiovisivo e digitale, richiede linguaggi nuovi, capaci di parlare alle diverse generazioni senza rinunciare alla profondità dei contenuti.

Parlando del servizio pubblico, Giorgino ha illustrato il percorso di trasformazione della Rai in una digital media company, capace di raggiungere il pubblico su piattaforme e dispositivi differenti, adattando linguaggi e modalità di fruizione alle esigenze delle nuove generazioni. Un’evoluzione che, ha sottolineato, non cambia la missione fondamentale del servizio pubblico: garantire pluralismo, valorizzare i territori e rappresentare la ricchezza culturale del Paese.

Un passaggio è stato dedicato anche al marketing, inteso non più come semplice strumento per vendere un prodotto, ma come capacità di costruire e comunicare un sistema di valori. «Oggi le aziende non vendono solo prodotti, ma raccontano identità», ha spiegato Giorgino, sottolineando come questo principio riguardi anche le istituzioni, la pubblica amministrazione e gli eventi culturali. «Anche Giffoni è un brand», ha osservato, perché un marchio è soprattutto il valore che riesce a costruire e a trasmettere nella mente delle persone.

L’incontro si è concluso con una riflessione sull’intelligenza artificiale e sul fenomeno delle fake news. Nell’ambito delle attività dell’IDMO, Giorgino ha raccontato l’impegno nella formazione dei giornalisti sul fact-checking e nei programmi di media education rivolti alle scuole, sottolineando come la vera sfida non sia soltanto tecnologica, ma culturale. «Il problema – ha spiegato – è aiutare il pubblico ad assumere una postura più consapevole e più responsabile. Oggi il verosimile è spesso più pericoloso del falso».

Infine, affrontando il tema dell’intelligenza artificiale generativa, Giorgino ha invitato i ragazzi a non delegare completamente alle macchine i propri processi decisionali. «L’intelligenza artificiale è già parte della nostra quotidianità – ha osservato – ma resta fondamentale mantenere uno sguardo critico. Deleghiamo sempre più spesso alle tecnologie ciò che appartiene alla nostra testa e al nostro cuore». Un invito ai ragazzi a vivere l’innovazione con curiosità, ma anche con spirito critico, facendo della conoscenza lo strumento principale per esercitare la propria libertà.

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