Giffoni Film Festival, la teca di Quarto Savona 15 commuove tutti: “Dal sangue versato al sangue donato” diventa un messaggio di legalità e solidarietà

Non soltanto un simbolo prezioso ma il valore della legalità che si concretizza come memoria e ricordo davanti agli occhi dei jurors di #Giffoni56 in un messaggio e un appello per il futuro. Una giornata di intensa partecipazione e profonda emozione ha segnato il Giffoni Film Festival, dove l’Associazione DonatoriNati della Polizia di Stato ha portato al centro del villaggio del festival il progetto “Dal Sangue versato al Sangue Donato”, con l’esposizione della teca contenente i resti dell’auto di scorta del giudice Giovanni Falcone, identificata come Quarto Savona 15.

Per tutta la giornata i giovani, le famiglie e i visitatori osservano da vicino uno dei simboli più forti della lotta alla mafia, rendendo omaggio agli agenti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, uccisi nella strage di Capaci insieme al giudice Falcone e a Francesca Morvillo.

Il momento istituzionale dello svelamento della teca ha rappresentato uno dei passaggi più significativi della 56ª edizione di Giffoni. Presenti il prefetto di Salerno Francesco Esposito, il questore Giancarlo Conticchio, il comandante provinciale dei carabinieri Filippo Melchiorre il presidente del Consiglio comunale di Giffoni Valle Piana Luigi Bernabò, il direttore del Giffoni Film Festival Jacopo Gubitosi, il presidente dell’ente autonomo Giffoni Experience Piero Rinaldi, il responsabile delle relazioni istituzionali del festival Davide Russo, il presidente regionale dell’associazione DonatoriNati della Polizia di Stato Tommaso Delli Paoli, il direttore generale eventi Antonio Pagano e la presidente della fondazione della Comunità Salernitana Ets Antonia Autuori. Ad aprire la cerimonia è stato il direttore del Giffoni Film Festival, Jacopo Gubitosi, che ha definito l’iniziativa “uno dei momenti più emozionanti di questa edizione”. «Da oltre mezzo secolo Giffoni parla di legalità. Lo abbiamo fatto anche nei giorni scorsi raccontando la storia del testimone di giustizia Antonino Bartuccio e oggi siamo orgogliosi di poter offrire ai nostri cinquemila giovani, provenienti da ogni parte del mondo, la possibilità di vedere questa testimonianza così importante. La legalità dobbiamo sostenerla ogni giorno della nostra vita, perché il sacrificio di chi ha combattuto la criminalità organizzata non sia mai dimenticato». Particolarmente sentito anche l’intervento del presidente nazionale dell’Associazione DonatoriNati, Tommaso Delli Paoli, che ha ribadito il significato profondo dell’iniziativa. «Questo non è un momento celebrativo, ma un momento per ricordare. Il ricordo non deve essere fine a se stesso: deve restare vivo in ciascuno di noi. Il progetto “Dal Sangue versato al Sangue Donato”, nato insieme a Tina Montinaro, trasforma il sacrificio di chi ha dato la vita per la democrazia in un messaggio di solidarietà concreta. Il nostro obiettivo è parlare ai giovani, perché saranno loro a trasmettere i valori della legalità. Solidarietà e legalità camminano insieme. Donare sangue significa salvare vite umane e dedicare quel gesto anche a chi ha sacrificato la propria vita per lo Stato». Molto apprezzato anche l’intervento della rappresentante della Fondazione della Comunità Salernitana Autuori che ha sottolineato il valore educativo della presenza della teca.

«I ragazzi possono vedere documentari e fotografie, ma trovarsi davanti ai resti di quell’autovettura significa comprendere davvero cosa accadde. In quella macchina c’erano persone che, in qualche modo, continuano a esserci attraverso la loro testimonianza. È fondamentale portare iniziative come questa nei luoghi frequentati dai giovani e continuare a promuovere la cultura della donazione del sangue». Il Questore Giancarlo Conticchio ha invece richiamato il valore del servizio silenzioso svolto quotidianamente dagli uomini e dalle donne delle forze dell’ordine. «Il primo pensiero va ai tanti operatori delle forze di polizia che ogni giorno garantiscono la protezione di chi è esposto a rischio, lavorando lontano dai riflettori. E il secondo va alla donazione del sangue, un gesto semplice che ciascuno può compiere e che può davvero salvare una vita». Di forte impatto emotivo anche il ricordo dello stesso Giancarlo Conticchio, che ha ripercorso il giorno della strage di Capaci. «Ricordo ancora il pianto dei miei colleghi davanti alle immagini dell’attentato. Quella violenza non ha fermato lo spirito di servizio delle forze di polizia. Ancora oggi migliaia di donne e uomini continuano a scegliere di servire lo Stato. Guardando questa teca si percepiscono ancora il dolore e il sacrificio di quei colleghi che hanno dato la vita per tutti noi». A chiudere gli interventi è stato il Prefetto di Salerno, Francesco Esposito, che ha evidenziato il valore simbolico dell’esposizione proprio nel contesto del Giffoni Film Festival. «Quando mi è stato proposto questo progetto non ho avuto esitazioni. Più delle parole parlano le immagini, e questa teca racconta meglio di qualsiasi discorso la ferocia della mafia e il sacrificio di chi l’ha combattuta. Giffoni è il luogo ideale perché qui si formano le coscienze delle nuove generazioni. La legalità si costruisce ogni giorno attraverso i comportamenti, il rispetto delle regole e il coraggio di non voltarsi dall’altra parte. Lo Stato siamo noi, e il modo migliore per onorare Falcone, Borsellino e gli uomini delle loro scorte è continuare a vivere quei valori nella quotidianità. L’esposizione di questa teca qui nel cuore del Giffoni Film Festival è fondamentale perché ci ricorda che da quel momento ci ha accompagnati un sentimento di riscossa civile e la mafia non è stato più un affare soltanto delle istituzioni o delle forze dell’ordine e della magistratura ma dell’intera società e comunità. Il nostro impegno quotidiano per la libertà e per la legalità è importante e bisogna esercitarlo non girandosi dall’altra parte quando bisogna segnalare e denunciare. Tutto questo significa credere nello Stato e tradurre nell’impegno quotidiano da parte di tutti in un’alleanza tra istituzioni, società civile, comunità e soprattutto giovani generazioni».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *