Francesca Chillemi a #Giffoni56: “Che onore entrare nella vita delle famiglie italiane”

Se si potesse descrivere lo stato d’animo di Francesca Chillemi in una sola parola, probabilmente lei stessa sceglierebbe “gratitudine”. Ospite del #Giffoni56, l’artista siciliana ha spiegato di provare un senso di profondo rispetto nei confronti del pubblico dei suoi progetti tv: “Per me è un onore entrare nella vita delle famiglie italiane. Ho avuto l’opportunità di fare serie che sono entrate nel cuore delle persone”.

L’attrice ha raccontato di essere cresciuta con la mentalità secondo la quale “tutto è impossibile”. “Ci si concentrava – ha spiegato durante l’incontro con i giornalisti – su quello che si poteva ottenere, io invece ho sempre sognato e ho capito che con impegno puoi ottenere cosa ti fa star bene”.

Riguardo al metodo di recitazione ha aggiunto: “Sono una che lavora di pancia, d’istinto, con passione”. I suoi ruoli parlano per lei e infatti sono attesissime le nuove puntate della fiction “Che Dio ci aiuti” per la Rai: “Stiamo girando proprio in questi giorni gli episodi della nona stagione, che arriverà probabilmente all’inizio del 2027. Quanto c’è di Azzurra in Francesca? Direi che è la mia versione più giovane, ci sono aspetti molto simili in noi. So che lei ha fatto un percorso di crescita e anche a me è successo”. E ancora: “Mi viene naturale essere lei. Nella prima stagione l’abbiamo vista dispettosa, fanatica, legata alle cose materiali ma poi l’abbiamo rivoluzionata e sono contenta di aver far parte del processo creativo di costruzione di un personaggio che già a livello di scrittura era stato delineato benissimo”.

Il prossimo progetto a vedere la luce è invece il terzo capitolo di “Viola come il mare”, che debutterà in autunno su Canale 5 con molte novità. La più sorprendente? L’uscita di scena dell’interprete turco Can Yaman e l’arrivo dell’argentino Rodrigo Guirao Diaz nel ruolo dell’ispettore Massimo Paternò. “Si tratta di dinamiche simili – commenta Francesca Chillemi – ma con modalità d’incontro diverso tra i personaggi”. I tratti caratteristici del rapporto sono “rispetto, complicità e ascolto”.

A chi le chiede quale ingrediente manchi di più al mondo di oggi risponde: “Nella società contemporanea siamo troppo concentrati su noi stessi, serve a tutti molta più empatia”.

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