FABIO BALSAMO PRESENTA IL SUO LIBRO A #GIFFONI56: “VOLEVO SCRIVERE UNA LETTERA AL PUBBLICO, PER MOSTRARMI DAVVERO”

Dalla formazione teatrale ai video virali con i The Jackal, passando per la scrittura del suo primo libro. Al Workshop +18, Fabio Balsamo ha ripercorso le tappe della sua carriera, raccontando il percorso umano e artistico che lo ha portato a confrontarsi con linguaggi diversi e a riscoprire il valore dell’autenticità. Balsamo nasce come attore drammatico di teatro e si laurea all’Università Popolare dello Spettacolo di Napoli. Il passaggio alla comicità arriva grazie ai The Jackal, il collettivo partenopeo che negli anni ha conquistato il pubblico attraverso il web, il cinema e la televisione. È proprio dall’incontro – e dal contrasto – tra dramma e commedia che nasce l’esigenza di raccontarsi attraverso il suo primo libro, Non è quello che ci aspettavamo. «A 37 anni avevo l’esigenza di maturare alcune consapevolezze. Volevo scrivere una lettera al pubblico per mostrarmi davvero. Ci sono molte parti di me più riflessive e malinconiche che non riesco sempre a raccontare attraverso i video», ha spiegato l’attore. Per Balsamo, la scrittura rappresenta uno strumento di consapevolezza, capace di dare un nuovo significato alle esperienze personali anche attraverso la loro condivisione con i lettori. Raccontarsi diventa così un modo per elaborare momenti difficili e trasformarli in occasioni di crescita. «Condividere e acquisire consapevolezza spesso vanno di pari passo. Il libro mi ha aiutato molto da questo punto di vista. Ai lettori volevo raccontare che la disillusione fa parte della vita.» L’attore ha poi spiegato come, durante la scrittura, abbia cercato di non soffermarsi esclusivamente sulla propria esperienza personale, ma di costruire un racconto capace di parlare a tutti. «Ho cercato di non personalizzare mai gli eventi. Volevo raccontare il processo, non il singolo episodio. Nella favola del bombo, ad esempio, non spiego mai quale sia la sua malattia: in questo modo ognuno può metterci qualcosa di sé. Diventa una favola universale, nella quale chiunque può riconoscersi.» Uno dei temi centrali dell’incontro è stato anche lo stato della commedia italiana contemporanea. Secondo Balsamo, oggi il genere soffre una progressiva perdita di qualità nella scrittura, che finisce per sminuirne il valore artistico. «La scrittura comica necessita di una filosofia molto profonda. È un linguaggio complesso, che richiede sensibilità e precisione. Spesso sono gli stessi comici a scrivere i propri testi perché conoscono perfettamente i meccanismi della comicità.» La riflessione si è poi allargata alla figura dell’attore comico, troppo spesso considerato meno autorevole rispetto all’interprete drammatico. «La commedia è il genere che più si avvicina alla realtà e, di conseguenza, il comico è l’attore che rappresenta meglio l’uomo comune. Eppure da lui ci si aspetta soltanto leggerezza, come se fosse una figura esclusivamente buffa e frivola. Questo porta molti attori comici a inseguire il dramma per tutta la loro carriera. Io ho avuto la fortuna di vivere entrambe le esperienze e per questo mi piacerebbe che questi due mondi dialogassero molto di più.» Un incontro intenso e ricco di spunti, nel quale Fabio Balsamo ha offerto ai partecipanti una riflessione sincera sul mestiere dell’attore, sul valore della scrittura e sulla necessità di superare le etichette, ricordando come comicità e dramma siano due linguaggi diversi, ma profondamente complementari

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