Evento speciale “Criature”, applausi e “nasi rossi” per Marco D’Amore, Marianna Fontana e Cecile Allegra al “Giffoni Multicinema”: “Qui è come sentirsi a casa”

I due attori e la regista presenti in Sala Verde per il dibattito al termine della proiezione

Centocinquanta nasi rossi a colorare le poltrone della Sala Verde. Così, il pubblico del Giffoni Multicinema, ha accolto gli attori Marco D’Amore e Marianna Fontana insieme alla regista Cecile Allegra per l’evento speciale legato al film “Criature”. Insieme a loro anche Paolo Orlando, direttore della distribuzione di Medusa Film. “Abbiamo scelto Giffoni perché per noi è casa: questa accoglienza certifica l’idea di essere una grande famiglia”. Una serata speciale per il cast ma anche per i tanti spettatori di Giffoni che hanno prima assistito alla proiezione del film e poi tenuto un lungo dibattito con gli ospiti.

Diretto e sceneggiato da Cécile Allegra, il film è una produzione Picomedia in associazione con Medusa Film in collaborazione con Prime Video: è la storia di Mimmo Sannino (Marco D’Amore) che, un tempo insegnante ora impegnato come educatore di strada a Napoli, si dedica al recupero di ragazzi in dispersione scolastica per riportarli sui banchi di scuola, e permettergli di ottenere il diploma di terza media. Mimmo Sannino combatte la dispersione scolastica attraverso l’arte circense – arte delicata che gioca sull’apparenza, il sogno e la solidarietà, in un contesto dominato dal degrado e dalla camorra. Tra lezioni sui trampoli e letture del Barone Rampante, e grazie anche all’aiuto di Anna, assistente sociale che riconosce il valore del suo impegno, riesce a coinvolgere giovani come Daniela, che vende carciofi al banco del padre, Margherita, che ha abbandonato la scuola per fare la parrucchiera per pochi spiccioli, Ciro, cresciuto da solo con suo fratello fino ad arrivare a Bruno, appassionato di parkour e figlio di un boss locale. L’operato di Mimmo, tuttavia, non è ben accolto dalle famiglie del quartiere e il coraggio di questi ragazzi, con i loro trampoli e i loro nasi rossi, si scontrerà con la dura realtà.

“Arrivo a questa storia dopo aver fatto un lungo cammino che nulla aveva a che fare col cinema – racconta Cecile Allegra -. Decisi di puntare su Napoli e di studiare la faida di Scampia. Da qui, mi venne presentato il personaggio di Mimmo Sannino e delle sue attività con i ragazzi. Ho insistito per conoscerlo e alla fine riuscii nel mio intento. È stata un’esperienza lunghissima, ho passato tantissimo tempo con lui e soprattutto con i ragazzi. Mi sono affezionata a loro: li incontravo spesso, raccontavo dei miei viaggi, li accompagnavo negli spettacoli in strada. Dopo 13 anni quei ragazzi sono cresciuti, alcuni sono diventati educatori, uno dei personaggi che viene interpretato nel film è diventato campione mondiale di parkour”.

Per Marco D’Amore, “Criature” è stato un salto al passato: “Mi ha ricordato la mia infanzia: da piccolino era un po’ monello – racconta rispondendo alla domanda di un piccolissimo fan -. Mia mamma e mio padre decisero di iscrivermi in un collegio. Quello è stato un grande regalo perché mi permise di conoscere un dirigente di banca, Franco Schiano. Con lui mi sono avvicinato al teatro e in quell’esperienza ho messo tutto il mio cuore, tutte le mie ambizioni, tutte le mie energie”. Per D’Amore anche il ruolo da protagonista: “Un grande orgoglio. Un’esperienza meravigliosa nonché complessa perché Cecile ci ha messo di fronte all’ostacolo più grande, ovvero i bambini. Sanno essere furbi, intelligenti, creativi. Poi stimolati da Cecile facevano dalle “variazioni sul tema” che rendeva tutto così improvvisato ma allo stesso tempo naturale, genuino”.

Marianna Fontana invece è Anna, assistente sociale: “Un personaggio ricco di sfumature, alla ricerca costante di aiutare le persone al netto di quello che sono i dogmi del suo lavoro. Un contrasto tra l’animo del professionista e il carattere di Mimmo. Ho scoperto un personaggio importante, in un ruolo come quello delle assistenti sociali che è stata una scoperta, una figura centrale per aiutare la nostra società”. Nel finale, c’è un gesto significativo di Anna: “E’ la scena a cui sono legata di più: l’abbraccio dei ragazzi a Mimmo e poi lo scendere in piazza è stata come una liberazione”.

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