De Luca taglia il nastro: “Altri cento, mille Giffoni. Qui si pratica il dialogo tra i popoli”

Il presidente della Regione Campania ai ragazzi: “Diventare umani significa essere persone libere. Una scelta difficile ma l’unica possibile”. Gubitosi: “Ultimo anno alla direzione del Festival. Siamo nella storia della cultura mondiale. Grazie a tutti per come ci amate”

Cento, mille Giffoni che fa dialogare i popoli. E’ così che si diventa umani”. Lo ha detto Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania in occasione dell’inaugurazione della 55sima edizione di Giffoni Film Festival. Dopo il taglio del nastro presso la Cittadella del Cinema, alla presenza di Claudio Gubitosi, fondatore di Giffoni, di Pietro Rinaldi, presidente dell’Ente Autonomo Giffoni Experience, di Jacopo Gubitosi, direttore generale di Giffoni, e di Antonio Giuliano, sindaco di Giffoni Valle Piana, l’incontro con i giurati in Sala Truffaut. Platea foltissima, presente un’ampia delegazione di sindaci del territorio e della Campania e tanti rappresentanti istituzionali ed autorità civili e militari.

Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica ed in video il saluto e l’augurio di Papa Leone, pronunciato in occasione dell’Angelus da Castel Gandolfo, #Giffoni55 si conferma un’dizione speciale, non solo per i numeri, ma anche per i contenuti, il messaggio che vuol veicolare, la finalità che è oggi ancor di più quella del dialogo, dello scambio tra culture ed esperienze.

«Benvenuti a Giffoni55 – ha esordito Gubitosi – È un’edizione fortissima. Ce l’abbiamo fatta, superando difficoltà, sacrifici, momenti complicati. Ringrazio la Regione Campania, il CdA, le aziende, le persone fisiche che fanno parte della nostra grande famiglia. Sapete che questo è il mio ultimo anno da direttore: ho dedicato tutta la mia vita a questa idea, nata quando avevo 18 anni. Siamo nella storia del cinema mondiale, nella storia della cultura. Ora è tempo di consegnarla a una nuova generazione di talenti. Il nostro è molto più di un programma: è un progetto di vita. Sono padre e sono nonno, e oggi guardo con affetto a quella creatura che ha cambiato il mio destino. Giffoni è di tutti e per tutti. È il luogo dove si ascoltano i giovani, dove i sogni si proteggono. E’ il luogo di tutti e per tutti. Continuerò a raccontare questa storia, andando in giro e tra gli obiettivi che voglio raggiungere è la trasformazione del nostro ente in fondazione. Grazie per l’affetto di cui mi inondate e grazie per come amate Giffoni”.

Accorato e lucido, l’intervento del Presidente Vincenzo De Luca ha rappresentato un vero e proprio manifesto politico, culturale e civile del Festival e del suo tema 2025, Diventare umani.

«Giffoni– ha affermato – è un’esperienza di una vita che ha prodotto qualcosa di straordinario, grazie alla volontà e alla visione di Claudio Gubitosi. Ma “diventare umani” è una cosa impegnativa. Significa passare dalle leggi della natura a quelle della coscienza. Significa scegliere la civiltà, non la forza. Non chi è più forte, ma chi ha più sentimento. Questo è l’essere umano».

Poi lo sguardo si è allargato al mondo: «Viviamo un tempo complicato, attraversato da guerre, disumanizzazione digitale, crisi ambientale, povertà educativa. A Gaza è in corso un genocidio, una mattanza di bambini e donne, nell’indifferenza del mondo cosiddetto civile. Io mi vergogno di considerarmi un uomo civile. Non è una guerra, è un martirio. Chi uccide ha perso l’umanità”.

L’Occidente ha prodotto rivoluzioni culturali importantissime, ha espresso arte, cultura, geni assoluti ma anche barbarie, dice De Luca: “L’Occidente è quello della Shoah, quello dei gulag, quello della bomba atomica. Ma tocca all’Occidente promuovere il dialogo”.

Dobbiamo aprire canali di dialogo. La Regione Campania ha lottato per la pace: “Dobbiamo lavorare per un mondo multipolare, dobbiamo scegliere il dialogo tra i popoli. E Giffoni è un esempio concreto di questa missione.» De Luca ha toccato anche il tema dell’effetto alienante dei social e della digitalizzazione:  “I ragazzi vengono risucchiati in un mondo virtuale, lontano dai sentimenti veri. Il progresso senza umanità ci porta verso il vuoto”. E poi c’è la transizione ambientale: “C’è in atto un processo di desertificazione che è drammatico”.

Il punto nodale, ancora: “Abbiamo armamenti capaci di distruggere il mondo. Diventare umani significa anche questo, essere consapevoli di questi problemi della modernità”. “Bellissimo questo discorso sul diventare umani – ha aggiunto – La libertà è difficile, costa. Il servilismo e l’opportunismo rendono senza dubbio la vita più semplice. Essere uomini liberi significa a volte restare soli, pagare un prezzo. Ma è l’unica strada per restare umani».

Infine, un appello ai giovani: «Non cercate il potere, cercate la coscienza. Siate liberi, abbiate il coraggio dell’ascolto, date un senso profondo alla vostra vita che non è il potere, ma è la consapevolezza di aver fatto il vostro dovere di umani”.

A seguire Vincenzo De Luca ha presenziato all’inaugurazione della mostra pittorica del maestro Francesco Raimondi, decoratore e ceramista di Vietri sul Mare, allestita nell’area Lounge di Giffoni. In chiusura l’incontro con l’associazione Asperger Campania. Quest’anno Giffoni ha dedicato ampio spazio al tema delle neurodivergenze. In quest’ottica l’allestimento di uno spazio – denominato Quiet Place – che nasce per la decompressione sensoriale dei bambini e dei ragazzi neurodivergenti, un segnale di attenzione ed accoglienza molto apprezzato dal presidente De Luca: “Dobbiamo fare  – ha detto alla presidente dell’associazione Angela Silletti e alla vicepresidente e referente per Salerno, Tiziana Valerianidi più per venire incontro alle vostre esigenze”.

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