Confronto e sensibilizzazione sui disturbi alimentari: l’incontro con Valentina Dallari a Giffoni54

Nella seconda giornata di Giffoni54, nell’atmosfera della Sala Blu, si è svolto un incontro di forte impatto con Valentina Dallari, autrice e attivista per la salute.

L’evento si inserisce nell’ambito del progetto Impatto Giovani, precisamente nella seconda edizione di questo progetto co-finanziato dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e dal Servizio Civile Universale; offrendo uno spazio di riflessione su una tematica delicata: i disturbi alimentari.

Valentina Dallari ha aperto l’incontro presentando la sua associazione Animenta, la cui missione è chiara: sensibilizzare il più possibile, anche all’interno delle scuole, su una tematica spesso sottovalutata e poco considerata.

I disturbi alimentari non riguardano solo l’alimentazione, ma nascono da un profondo disagio e senso di inadeguatezza.

Valentina ha sottolineato che la guarigione da queste malattie è un percorso complesso, in quanto non si tratta solo di cibo, ma di un malessere profondo che richiedere compressione e supporto.

Significativa è stata la condivisione della sua esperienza personale, con coraggio ha raccontato: “Avevo paura di capire chi fossi, il disturbo alimentare ti fa entrare in un’identità, nasce come un paracadute, poi ti rendi conto che non si apre… bisogna avere il coraggio di essere se stessi con le imperfezioni che ci portiamo dentro.”

Durante l’incontro sei Impact Ambassador, a nome di tutte e tutti, hanno avuto modo di confrontarsi con Valentina, sollevando anche questioni centrali come la sfida delle diete estreme e l’importanza del confronto con chi soffre di disturbi alimentari.

Valentina, in risposta, ha evidenziato proprio la difficoltà di affrontare questi temi nella società odierna, segnata da una cultura grassofobica e corpofobica, in cui le donne risultano essere i soggetti più colpiti.

L’incontro è stato un momento di profonda condivisione, in cui i giovani, i veri protagonisti di Giffoni54, hanno avuto voce e spazio per esprimere le proprie opinioni e condividere anche esperienze personali.

Si è creato un clima molto solidale e di forte empatia, il cui apice è stato toccato con la lettura di una poesia scritta da Francesca della Porta.

“ …Ero un disegno

in un mondo di sculture,

un foglio abbandonato

sul freddo pavimento,

costretto ad osservare

dal basso, per sempre,

la maestosità degli esseri di marmo.”

 

 

 

 

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