Branco, social e voglia di piacere: Giffoni racconta l’adolescenza con 400 studenti in Sala Truffaut

In quattrocento hanno affollato la Sala Truffaut per partecipare al modulo Adolescence di Giffoni in a Day. Accompagnati dai loro docenti, sono stati protagonisti di una giornata dedicata alle paure e ai sogni dell’adolescenza, un momento delicato contrassegnato da cambiamenti e scelte che spesso lasciano inquietudine. Presenti ragazze e ragazzi dell’Ic Balzico – Giovanni XXIII di Cava de’ Tirreni, dell’Ic Pompei 1, dell’Ic Antonio Genovesi di San Cipriano Picentino, dell’Ic Padre Isaia Columbro da Foglianise di Tocco Caudio (Benevento) e dell’Ic Regina Margherita – Leonardo Da Vinci di Avellino.

Ad accoglierli, il fondatore di Giffoni Claudio Gubitosi: “Siamo orgogliosi e felici di aver creato una industria della cultura riconosciuta in tutto il mondo. La nostra forza è il cuore. Per questo con noi potete crescere e superare le vostre paure. Potete dire: io ci sono e sono importante per me e per gli altri – ha detto – I dieci giorni del festival di luglio possono cambiare una vita, ma voglio ricordare a chi non entra in giuria che la nostra casa è aperta a tutti grazie a tante attività che si svolgono dal pomeriggio alla sera”. Insieme ad Orazio Cerino del team di Giffoni, gli alunni e le alunne hanno prima visionato il video welcome di Giffoni, poi si sono interrogati sul tema dell’adolescenza. “E’ il periodo più sofferente della nostra vita perché ci tocca affrontare molte sfide complicate. E poi i prof ci assegnano una marea di compiti anche durante il week end”, il commento di Giorgia.

Ma al di là della mole di studio, l’adolescenza è anche un periodo in cui si fa i conti con il corpo che cambia più velocemente della mente e con il debutto nel mondo reale dei sentimenti: “Non sappiamo come affrontare quello che ci capita. Ogni esperienza è una novità, a partire dalla rottura di una relazione”, ha sottolineato Anna. Le due clip proiettate in sala hanno stimolato il dibattito. “La musica mi salva dai pomeriggi storti – ha raccontato Giulia – Mi aiuta a gestire le emozioni”, mentre Domenico ha esortato i compagni e le compagne “a trovare sempre qualcosa di buono nel fuoco delle emozioni”. E ancora Mirko, che ha ammesso di chiudersi in camera a piangere, “ma con la consapevolezza che la fragilità non è un limite, bensì un valore aggiunto” e Michele, che ha voluto ricordare che “il dolore non serve a niente, occorre disciplina e determinazione per affrontare le cose”.

Molti hanno voluto approfondire il legame con i genitori, che in questo momento particolare della vita rischia di essere visto come un muro e la relazione con gli altri, in particolare con i coetanei. “Confidarsi con gli amici è fondamentale – è il pensiero di Ludovica – Parlare aiuta a liberarsi e ad affrontare meglio le giornate no. Se un amico ha bisogno di me io ci sono sempre e riesco spesso a prevenire i suoi bisogni”. Francesco ha ricordato che “molti dei miei compagni non riescono a parlare con i genitori perché temono il loro giudizio. E così postano sui social i loro sentimenti, ricevendo spesso molte offese”.

Manuel ha esortato i suoi amici a non farsi contagiare “dalla logica del branco. Bisogna ascoltare e farsi ascoltare andando per la propria strada senza seguire la massa” e Marianna ha voluto stigmatizzare che “gli stereotipi possono influenzarci ma è sempre sbagliato provare ad apparire diversi da quelli che siamo”. La platea ha poi partecipato a un sondaggio avente per tema la logica del gruppo, il dolore degli altri, le emozioni personali, il bisogno di piacere e di piacersi. E dopo un’altra clip dedicata al futuro Antonio ha commentato che “bisogna sempre rialzarsi e costruire un film senza fine fatto di sogni, altrimenti avremo solo rimpianti”. Successo per il blocco affidato ad Alessio Iannicelli e Sabrina Sica del team della comunicazione che, partendo da un video monologo di Leonardo De Andreis hanno fatto capire quanto sia importante non arrendersi mai di fronte alle difficoltà. Un video che è stato lo spunto anche per discutere di algoritmo, bullismo, haters, responsabilità dell’utente, Ai. Dopo la pausa pranzo, ragazze e ragazzi hanno assistito alla proiezione di Il bambino di cristallo di Jon Gunn.

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