Aldo Berlinguer: “La cultura cambia il destino di un territorio. Giffoni esempio virtuoso”

La cultura è sviluppo, crea opportunità e può cambiare il destino di un territorio. È da questa convinzione che prende forma  l’incontro con l’avvocato Aldo Berlinguer, professore ordinario dell’Università di Cagliari e coordinatore del Laboratorio Eurispes sull’insularità e le aree interne, protagonista del confronto con i ragazzi della sezione Impact. Ad aprire l’appuntamento nella Sala Verde della Multimedia Valley è un videomessaggio del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Sebastiano Musumeci. «Le aree interne e le isole minori condividono fragilità profonde come lo spopolamento e il rischio di degrado economico e sociale» sottolinea l’esponente di governo. «La cultura può avere un ruolo decisivo e deve averlo. Giffoni rappresenta un esempio virtuoso di come si possa costruire sviluppo partendo proprio dalla cultura». Berlinguer riparte proprio da questo concetto. «La cultura ha un potere straordinario. È una locomotiva» afferma il giurista. «Claudio Gubitosi è stato un visionario. Ha avuto il coraggio di credere in un’idea quando sembrava impossibile e, con sacrificio, tenacia e perseveranza, ha aperto una finestra sul mondo. È la dimostrazione che i territori possono cambiare quando qualcuno sceglie di investire sulle idee». Per Berlinguer la sfida delle aree interne non può essere affrontata soltanto con nuove infrastrutture: «Investire su scuole e trasporti è fondamentale e la politica deve assumersi questa responsabilità. Ma serve anche una nuova consapevolezza. Oggi chi vive in un’area interna paga allo Stato quanto chi vive in una grande città senza ricevere gli stessi servizi. È una disuguaglianza che merita risposte concrete, anche sul piano fiscale». Il professore invita poi a superare una lettura semplicistica del Paese. «Non credo alla categoria del Sud» osserva. «Tra i dieci comuni meno popolosi d’Italia ce ne sono anche nel Nord, così come molti dei più grandi si trovano in Campania. Bisogna fare una fotografia reale del Paese, analizzare la densità abitativa, le infrastrutture e i servizi. Solo così si possono costruire politiche efficaci calibrate sulle caratteristiche di ciascun territorio». Il ragionamento si allarga anche alle isole minori. «Esistono realtà che ancora oggi convivono con carenze nei servizi essenziali, dall’acqua all’energia» spiega Berlinguer.  «Sono situazioni che richiedono interventi mirati accompagnati da una strategia di sviluppo nella quale anche il turismo deve essere governato con una visione e non lasciato all’improvvisazione». Il messaggio finale è un invito a guardare oltre le opere pubbliche. «Il futuro dei territori passa anche dalla capacità di trasformare cultura, creatività e partecipazione in strumenti di sviluppo. Giffoni» conclude Berlinguer «è la dimostrazione concreta di come un’idea possa cambiare la storia di un piccolo paese, del suo territorio e della sua comunità. È questa la strada da percorrere, soprattutto per i giovani».

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