Al via Impact di #Giffoni56, parola d’ordine è ascolto

La prima parola è ascolto. È da qui che ha preso ufficialmente il via Impact di #Giffoni56, sezione dedicata ai giovani tra i 18 e i 30 anni che, nella Sala Verde della Multimedia Valley, trasforma il festival in uno spazio di confronto, dialogo e crescita condivisa. Un luogo dove non esistono domande scomode, ma solo la volontà di comprendere il presente attraverso la contaminazione del pensiero.

Ad accogliere i partecipanti è stato il direttore generale Jacopo Gubitosi, visibilmente emozionato nel vivere la sua prima edizione in questo ruolo.

Questa sala per me è casa e vorrei che lo fosse anche per voi, ha detto rivolgendosi ai ragazzi. “La parola chiave di quest’anno è ascolto. Il programma di questa edizione nasce proprio dall’ascolto: delle vostre paure, delle vostre fragilità, dei vostri desideri. Ogni ospite che incontrerete sarà qui per offrirvi la possibilità di essere ascoltati e, finalmente, capiti.”

Un messaggio che racchiude il senso più profondo di Impact, progetto che ogni anno sceglie di mettere al centro le idee e le domande dei ragazzim, invitandoli a confrontarsi con protagonisti del mondo della cultura, delle istituzioni, dell’impresa, dello spettacolo e della ricerca.

Utilizzate queste giornate per confrontarvi tra di voi“, ha proseguito Gubitosi. “Il nostro desiderio è che questa esperienza ci aiuti a renderci migliori, che possa innescare un cambiamento. Vivete Giffoni in maniera immersiva, siate Giffoni.”

Parole che raccontano anche il metodo con cui è stata costruita questa edizione.

“È un programma nato da un lavoro collettivo, corale, nel quale ciascuno ha portato il proprio contributo. Se tutto questo oggi è possibile è grazie alle tante persone che ci hanno creduto e continuano a crederci.”

Infine, il ringraziamento più sentito.

Il grazie più grande va a voi ragazzi, che avete scelto di essere qui. Entriamo come singoli e ne usciamo come comunità, grazie alle connessioni che si creano tra cuori che battono all’unisono. Ogni vostra osservazione, ogni vostra sollecitazione sarà preziosa, perché Giffoni non si ferma mai: è un flusso continuo che guarda già alla prossima edizione.”

Anche il presidente dell’Ente Autonomo Giffoni Experience, Pietro Rinaldi, ha voluto sottolineare il valore della partecipazione attiva dei Giffoner: “Questo è un grande programma nato dalle vostre idee e dai vostri desideri. Qui avete la possibilità di confrontarvi. Avete la parola: usatela, lasciatevi contaminare, abbiate il coraggio di ascoltare e di farvi ascoltare.”

Non poteva mancare il saluto del fondatore Claudio Gubitosi, accolto con un lungo applauso: “Costruite qui il vostro presente. Il mio grande abbraccio. Giffoni è energia, è armonia. Vivete qui la vostra storia.”

A guidare il percorso dei ragazzi Davide Russo, Aldo Padovano e Michele Melillo, responsabili di Impact per il team Giffoni, insieme ai facilitatori Lorenzo e Giusy, che hanno subito indicato lo spirito della Sala Verde: “Questa è una sala senza giudizio e senza pregiudizio. Sentitevi liberi di parlare, perché qui ogni vostra domanda ha diritto di cittadinanza.”

Tra i momenti più significativi della mattinata, le presentazioni dei partecipanti arrivati per la prima volta a Giffoni. Emozioni, aspettative e tanta voglia di mettersi in gioco hanno trovato voce in una frase che sintetizza perfettamente lo spirito di queste giornate: Siamo felici di stare qui, in mezzo a tanti ragazzi affamati di vita.”

Da oggi la Sala Verde diventa, ancora una volta, la casa delle idee. Il luogo dove il dialogo prende forma e dove ogni giovane può scoprire che la propria voce ha un valore, perché a Giffoni ogni cambiamento inizia sempre da chi sceglie di ascoltare e di capire.

 

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