Al via i workshop di FotoEma, incontro con Malcom Rossi di Sony e il videomaker Simone Cioè

FotoEma, Main Technical Partner di #Giffoni54 per il materiale di attrezzature video e fotografiche, ritorna nella Sala Verde con i suoi workshop riservati agli iscritti della sezione Generator +18. Tecnologia e nuove professioni sono i temi al centro degli incontri inaugurati ieri con Sony e la partecipazione del videomaker Simone Cioè, Malcom Rossi professional business manager di Sony e naturalmente Sergio Angeloni patron di FotoEma.

Dopo un breve video che ha accompagnato i giffoner nel mondo Sony, Simone Cioè ha raccontato la sua storia. Di un ragazzo di provincia con il sogno e la passione di diventare videomaker. Che abbandona gli studi e la famiglia, e dalle prime esperienze nel Paese d’origine arriva a Milano dove inizia a fare sul serio. “La più bella sensazione – ha spiegato ai ragazzi – è stata quella di riuscire a diventare un professionista dei video e diventarlo in Italia”. E il workshop ha avuto come traccia proprio la parabola di Cioè, dalla sua cameretta all’apertura di una casa di produzione, la Crope. “Dieci anni fa il mio primo video su YouTube oggi con il mio socio gestisco un team di sette persone e la mia casa di produzione, aperta tre anni fa, ha lavorato con brand importanti ed è uno studio creativo che mi consente e consente alle altre persone che sono con noi, di vivere di questo lavoro”.

La sua è una piccola fiaba di chi ha saputo trasformare una passione in una professione. Certo le cose non avvengono per caso. Impegno, studio, sacrifici, sete di conoscenza, sono alla base. “Ma soprattutto molta determinazione in un mercato che richiede sempre una qualità altissima e dove c’è una forte concorrenza”. Simone Cioè è diventata così Ambassador per la Sony arricchendo il suo baglio di esperienze, passato anche “attraverso un anno come videomaker reporter per i siti di in formazione” è stato anche inviato al tristemente famoso G8 di Genova “dove mi seno beccato alcuni lacrimogeni sui piedi, e li ho capito che quella non era la mia strada”.

Alla fine il messaggio ai ragazzi, il primo: “Da soli non potete fare tutto, perché c’è sempre bisogno di avere mille persone con le quali confrontarvi”. Secondo: “Se date vita a un team dovete poi essere bravi a gestirlo, altrimenti non riuscite a finalizzare” e terzo, “ricordatevi che questa roba qui è nata come una passione e questa passione deve essere mantenuta perché non può essere solo un lavoro”.

Mercoledì prossimo, secondo workshop questa volta dedicato all’audio.

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