Adam’s Apple: affrontare la vita e i suoi cambiamenti

I cambiamenti sono difficili per tutti, anche per le persone che sono intorno a chi è il soggetto degli stessi: imparare ad affrontarli è difficile, ma anche naturale conseguenza del vivere la vita. “Adam’s Apple”, film diretto da Amy Jenkins e appartenente alla categoria Gex Doc del #Giffoni56, racconta la storia di Adam, ragazzo transgender alle prese con tutti i cambiamenti e le evoluzioni che comporta la fase di transizione, ma anche ogni altro semplice e conseguenziale cambiamento che comporta il crescere. La regista, oltre che madre del protagonista, ha l’obbiettivo di evidenziare la sfera emozionale sia del figlio che della famiglia in generale, in quelli che sono cambiamenti a cui un nucleo deve far fronte e comprendere. Costruito unendo contenuti video registrati nell’arco di 20 anni, il documentario restituisce un ritratto autentico delle difficoltà, delle paure, delle felicità e delle conquiste di una famiglia che cambia, evolve e deve porsi complicati quesiti. La testimonianza riportata è bellissima, soprattutto nel periodo corrente, eticamente complicato in merito a determinate questioni.

La regista ha affrontato un grande dibattito con i genitori dei #giffoners ed ha esordito dicendo: “Adam sta bene, si sta preparando per andare in Scozia e adesso ha 23 anni. Abbiamo viaggiato molto insieme grazie a questo film, ma siamo disponibili a rispondere a tutti anche tramite Instagram”.

La prima domanda è arrivata da Giovanni che ha chiesto: “È sembrato molto semplice, ma come avete affrontato questi momenti di difficoltà?”.

La regista ha risposto: “Da madre ho sempre provato amore incondizionato per mio figlio. Questa è la storia di una famiglia e della crescita di un adolescente. Comunicare con i figli è una delle cose più importanti”.

Ha poi preso parola Anna, che ha ringraziato la regista: “Vorrei ringraziarla per questo film, che ci fa riflettere tantissimo. Anche perché politicamente si parla sempre della pericolosità dei farmaci ormonali e questo ci aiuta a superare certe idee e a far riflettere”

Successivamente è arrivata una domanda da Catherine, che ha chiesto “Ci sono stati momenti in cui Adam ha sofferto e ha avuto fastidio nell’essere filmato durante la transizione”

Amy Jenkins ha detto: “La mia famiglia è abituata ad essere filmata, quindi sono abituati alla videocamera, anche se chiedo sempre il permesso. Per quanto riguarda la scena della calza, credo sia importante perché noi genitori abbiamo ricordi che loro non hanno, la scena serve a mostrare questa scena. Adam è stato molto aperto riguardo alla sua vita. C’erano momenti molto divertenti e magari con la traduzione non erano molto chiari. Durante le riprese ho capito che bisognava riprenderlo sempre dopo pranzo e mai prima. Ovviamente si trattava della sua vita e abbiamo fatto in modo che fosse d’accordo su tutte le scene”

Ha poi seguito la domanda di Jennifer: “Il film è stato molto commovente, come vi state interfacciando con le leggi anti-trans negli USA?”

“Al momento è difficile, molte leggi costringono le persone transgender ad aspettare fino ai 19 anni prima di cominciare un percorso. Adam ha cominciato a 15 anni, perché le leggi attuali non erano in vigore. Lui è come gli altri ed è normale dare la possibilità di accesso alla transizione. La pubertà è delicata e gli adolescenti ora devono aspettare. Sono anni di grandi cambiamenti. È stato bello mostrare quanto sia importante aver cura degli altri”

“Aggiungo che Adam sottolineerebbe quanto sia importante soffermarsi sulla gioia di una persona che affronta un cambiamento del genere. Questo amore incondizionato deve provenire anche da noi stessi” – ha detto alla fine la regista, chiudendo così il dibattito e evidenziando quanto nella vita, quando si deve affrontare un cambiamento, ad essere preponderante e fondamentale sia l’amore.

 

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