“A voce nuda”, incontro con polizia postale

Al Giffoni Film Festival c’è spazio per parlare anche di cinema e diritto. Ieri sera, l’evento speciale in sala Blu, con tanti ospiti d’eccezione e istituzionali per parlare ai giovani e con i giovani del problema del cyberbullismo e delle conseguenze con un cortometraggio emozionante di Mattia Lobosco dal titolo “A voce Nuda” e con degli artisti d’eccezione: i Neri per Caso che hanno allietato alla fine tutti con le loro note. A fare gli onori di casa Elena Scisci della direzione artistica del #Gff e il direttore generale Jacopo Gubitosi insieme al presidente Pietro Rinaldi. Un argomento molto sentito insieme a quello del #sextortion che ha toccato nell’ultimo anno in Italia tanti giovani di un’età compresa tra i 15 e 17 anni. Una tavola rotonda e un dibattito fortemente voluti dalla polizia postale della questura di Salerno e dal dipartimento di scienze giuridiche di Unisa in collaborazione proprio con il festival per i ragazzi e dei ragazzi. Sono stati affrontati nella serata i temi delicati dell’utilizzo improprio dei social e di quali gravi reati sono legati ad esso insieme al direttore di dipartimento Francesco Fasolino e alla professoressa Teresa Russo che hanno voluto la presenza anche di alcuni degli studenti del dipartimento. Ma tra rischi e possibili soluzioni ruolo fondamentale viene ricoperto proprio dalla polizia postale: ieri erano presenti infatti Barbara Strappato del servizio di polizia postale e Alessandra Di Vico (delegato associazione nazionale magistrati) per fare il punto della situazione sul tema della legalità. Importante la presenza anche della responsabile Sosc Polizia Postale di Salerno, Roberta Manzo. Momento emozionante prima dell’inizio del confronto, la visione del cortometraggio “A voce Nuda”: la sensibilizzazione che passa da una storia che vede come protagonista Camilla, musicista vittima di sextortion. La ragazza si vergogna e continua a rinunciare alle sue passioni. Solo grazie all’ascolto, all’aiuto, al supporto di chi le vuole realmente bene riesce a denunciare e a riprendere in mano la sua vita.  “Il reato di sextortion è aumentato negli ultimi anni, ha riguardato i giovanissimi, mentre nei primi aveva riguardato uomini e adulti. Adesso abbiamo vittime anche di 9 anni, dei bambini – ha dichiarato Roberta Strappato – tra tutti i reati dei quali ci siamo occupati abbiamo riflettuto su quale potesse essere il modo migliore per raccontarlo e abbiamo chiesto alla Rai che ispirandosi ad una storia di cui ci eravamo occupati ha realizzato un cortometraggio. Mi emoziona ogni volta vederlo. Ci sono parole come “vergogna” sulle quali riflettere sempre e tutti. Dobbiamo cercare di evitare queste cose, di rincorrerle: dobbiamo sapere che il web si modifica e ci offre cose bellissime. Ma ci può porre anche in difficoltà e dobbiamo essere bravi a capire quali sono”. 

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