Un sogno nel deserto: la storia di “Dakar – A Road to Employment” raccontata a Giffoni Sport

“La scuola deve essere bella e ha bisogno di adulti significativi, di spessore, che si mettano in gioco e insegnino. Noi nella scuola del fare abbiamo, che si trova a Napoli, abbiamo puntato su due settori: la logistica e l’automotive. La logistica cresce ogni anno a Napoli del 10 per cento, perché è una città che ha anche vocazione logistica. L’automotive, invece, è un settore nel quale il ricambio generazionale impatta in maniera considerevole, perché mancano meccanici giovani. Però meccanici qualificati, che si mettano in gioco, che studino e si formino. C’è chi è intelligente con il cuore e chi è intelligente con le mani. Esistono attitudini e potenzialità in tutti. Il nostro compito è stato trovare uno spiraglio per entrare con una scusa nella forza di volontà di tanti ragazzi aiutarli nel mestiere più difficile del mondo. Questo mestiere è crescere”. A Giffoni Sport, nella Sala De Masi, Pasquale Calemme, una delle colonne portanti della scuola del fare, spiega cosa c’è dietro un progetto che è diventato formazione, sfida, docufilm “Napoli-Dakar: A Road to Employment” presentato a Giffoni Sport

“I meccanici che vanno alla Dakar devono essere persone che non si stancano mai e che devono sapere fare tutto”. Il capofficina accoglie Simone ed Emmanuel fissando obiettivo e coordinate. È l’alba di un ambizioso e straordinario progetto che cambierà la loro vita e li porterà a partecipare alla gara più importante del mondo. “Pezzo per pezzo”, come si fa nelle grandi costruzioni, i due giovani che hanno conseguito il titolo di Tecnico Riparatore dei Veicoli a Motore, presso la Scuola del Fare “Giulia Civita Franceschi” di Napoli, imparano non solo ad attrezzare un’auto che in 14 giorni dovrà affrontare l’inenarrabile, ma anche a lavorare in una squadra che diventa team, famiglia. Fatica, sudore, impegno: Simone ed Emmanuel non sono soli. Roberta e Antonio, membri del team di Audiovisual Napoli Hub, con il supporto di Upside Production, hanno intrapreso un viaggio verso Viareggio, dove ha sede l’officina, per avviare le riprese video di un documentario. Il docufilm, prodotto, Audiovisual Napoli Hub in collaborazione con Upside Production, e diretto da Andrea De Rosa e Yulan Morra, è stato presentato nell’ambito dei 𝐋𝐞𝐭𝐞 𝐒𝐩𝐨𝐫𝐭 𝐓𝐚𝐥𝐤𝐬 – 𝐆𝐢𝐟𝐟𝐨𝐧𝐢 𝐒𝐩𝐨𝐫𝐭.

Il lavoro cinematografico ha offerto una prospettiva sulle sfide e le speranze dei giovani che si impegnano per il proprio futuro, con particolare attenzione ai ragazzi provenienti da contesti disagiati di Napoli. L’obiettivo è sensibilizzare il pubblico sull’importanza della formazione e dell’occupazione, raccontando storie di resilienza e determinazione.

È un progetto che fa… rumore, come il motore di una macchina da corsa a pieni giri. In un contesto economico nazionale nel quale opportunità di inserimento nel mercato del lavoro sembrano sempre assottigliarsi per giovani provenienti da contesti fragili, “Napoli-Dakar: A Road to Employment” diventa il segno di contraddizione e rivoluzionario nello stesso tempo, perché rappresenta un percorso in controtendenza. Il progetto, nato dalla collaborazione tra Fondazione Riva, R-Team, L’Altra Napoli e Studio Lipani, è stato raccontato a Giffoni Sport attraverso un docufilm al quale hanno assistito gli ambassador e che ha generato un interessante dibattito.

Napoli-Dakar: A Road to Employment” ha l’obiettivo di creare uno spazio dove la passione per il lavoro, la pratica e l’impegno personale si fondano per offrire una prospettiva diversa ai giovani. I protagonisti del progetto sono due studenti diplomati della Scuola del Fare, entrambi con un percorso formativo e personale che li ha spesso messi davanti a sfide. Ma la vera partita – vinta, anzi dominata – è stata testimoniare in prima persona il valore della crescita e del cambiamento. Simone ed Emmanuel sono partiti da Napoli per Viareggio. Grazie al supporto di esperti del settore automotive hanno partecipato a corsi di formazione per affinare la propria preparazione. A contatto con i professionisti dell’R-TEAM, sono stati addestrati per la Dakar, una delle competizioni automobilistiche più prestigiose e impegnative al mondo.

Non è solo una prova professionale ma che esalta la forza di volontà e dimostra come sia possibile ottenere un risultato anche in condizioni estreme. “La difficoltà più grande è stare in un gruppo. In un team non sempre è tutto rose e fiori – raccontano – Si resiste facendo su sé stessi un lavoro mentale, più che fisico”. Le difficoltà sono state abbandonare il proprio territorio e abituarsi a un nuovo clima di coesioni umane, all’interno di una carovana in viaggio, una città in viaggio, composta da 6mila persone. “La cosa che manca più manca di casa è il cibo – hanno raccontato al termine della loro straordinaria esperienza – e la prima cosa che farò sarà dormire. Però mi mancherà il deserto, il silenzio rotto solo dal rumore del vento”. Il sogno, il nuovo sogno? “Formarci ancora per aprire una scuderia tutta nostra. Ora non ci possiamo più fermare”.

Le cose belle sono contagiose. Il primo gennaio 2027 parte la nuova Dakar e c’è già la seconda edizione: Milano-Napoli-Dakar coinvolgerà stavolta un ragazzo di Milano e un ragazzo di Napoli.

 

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