Un incontro tra l’Io e l’Altro, con il FAMI l’arte crea nuove connessioni

Pensieri sparsi e versi di poesie. Una lavagna imbrattata con citazioni di poeti e dei capolavori della narrativa mondiale. “Essere o non essere, questo è il dilemma”, si legge. Centinaia di biglietti con frasi, nuovi desideri e nuovi orizzonti da scoprire.

É percorso di autenticità, di riscoperta del sé e di affermazione di nuove consapevolezze per i Giffoner: è impossibile non lasciarsi attraversare dai laboratori del FAMI, il Fondo Asilo Migrazione e Integrazione, gestito dal Ministero dell’Interno con l’obiettivo di promuovere una gestione integrata dei flussi migratori sostenendo tutti gli aspetti del fenomeno: asilo, integrazione e rimpatrio.

«Giffoni mi ha insegnato tanto. A non fermarmi alle apparenze, ma ad andare oltre il carattere di una persona. Sono riuscita a combattere il timore del pregiudizio delle altre persone nei miei confronti», Francesca Di Meo, originaria di Pomigliano D’Arco, al termine del percorso laboratoriale di scrittura creativa. «È un’esperienza meravigliosa, è il primo anno che sono venuta. Il lab ha fatto uscire quella parte di noi che spesso teniamo nascosta agli altri, come la timidezza. In genere chi è più timido, tende ad emarginarsi rispetto al gruppo: invece #Giffoni54 ci ha permesso di integrarci. Sento di aver sfidato un mio limite, che è la timidezza appunto, soprattutto la paura di esprimermi per sentirmi giudicata».

«Mi sento abbastanza triste perché siamo alla fine di un viaggio. Nel mio lavoro, fatto di parole e scrittura, rappresenta anche la fine del libro, sperando di aprirne subito un altro, ma soprattutto di aver lasciato qualcosa», sottolinea il tutor Alfonso Tramontano Guerritore, scrittore e poeta.

«I ragazzi mi hanno inondato di bigliettini, pronti a nuovi viaggi da fare. È un percorso che non si esaurisce, perché l’anima è multiforme e la scrittura ci appartiene – insiste – Il valore dei Lab FAMI è incredibile, perché è un’occasione di confronto e di apertura. Un riconoscimento tra “l’Io e l’Altro”. In mezzo a questa dicotomia ci può essere la scrittura, l’espressione artistica, la musica, il teatro. Significa adoperare i corpi come strumenti, riconoscere il pensiero, per creare una relazione, partendo dalle emozioni e dalla nudità dello spirito».

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