Seda e Giffoni: missione sostenibilità con un packaging da Oscar

Sessantamila bicchieri di carta distribuiti al Festival. Un solo, grande obiettivo: fare la differenzaÈ questa la missione di Seda, azienda nata a Napoli e cresciuta in tutto il mondo, leader negli imballaggi in carta riciclabile. A Giffoni Impact ha incontrato ragazze e ragazzi da tutta Italia per condividere idee, ascoltare domande e raccontare la propria visione. Presenti Valeria Amitrano, del team marketing e comunicazione, Paolo Vecchione, senior project manager e Carlo Pirozzi, project manager specialist, entrambi in forza al dipartimento ricerca e sviluppo. “Siamo felici di essere a Giffoni per contribuire e supportare questo progetto” spiega Amitrano. “Per diventare umani” aggiunge prendendo spunto dal tema di quest’anno (Becoming Human) bisogna prima di tutto averne consapevolezza. È da qui che nascono azioni in grado di generare un impatto positivo sulla nostra vita, su quella degli altri e sul pianeta che ci ospita”. Con sessant’anni di storia alle spalle, Seda considera il rapporto con la comunità una parte essenziale della propria identità: è stata partner del Jova Beach Party 2023 e continua a promuovere e sostenere iniziative che uniscono cultura, responsabilità e innovazione. “Il packaging è un’opportunità concreta per contribuire alla sostenibilità ambientale” sottolinea Vecchione. “Naturalmente è fondamentale il contributo di tutti gli attori della filiera: produttori, brand, cittadini. La sostenibilità è un impegno collettivo. Ognuno può e deve fare la differenza». Un concetto che trova eco anche nelle parole di Pirozzi: «Il packaging non è solo un contenitore. Proprio come nel cinema, può diventare un protagonista delle nostre vite». E i riferimenti non mancano: la dolce – in tutti i sensi – scatola di cioccolatini di Forrest Gump, il barattolo di gelato consolatorio di Bridget Jones. Oggetti che, annota Amitrano, “non sono solo involucri ma icone. Portatori di emozioni e amplificatori di messaggi. Il packaging rappresenta identità, status. È il primo punto di contatto tra prodotto e consumatore”. In questo contesto un messaggio forte e chiaro emerge: il packaging riutilizzabile può comportare maggiori sprechi e impatti ambientali rispetto a quello monouso in carta, se quest’ultimo è ben progettato e correttamente riciclato. “La carta è la scelta giusta” concludono i tre esperti. “È rinnovabile, riciclabile fino a 25 volte, biodegradabile e compostabile: può diventare compost, fertilizzante, e si degrada in tempi definiti. È  un materiale assolutamente virtuoso”.

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