Se fai, comunichi. L’ufficio stampa dà strumenti e non esclude”: Giuseppe Sapienza ospite di Giffoni Sport

Il calcio è uno dei più grandi veicoli di comunicazione. È una fabbrica di emozioni”. Giuseppe Sapienza lo racconta all’interno di una vecchia fabbrica, l’antica ramiera. Giornalista professionista di lungo corso, comunicatore, responsabile di uffici stampa di Inter, Milan e Barcellona tra gli altri, impatta su Giffoni Sport rovesciando il cliché: rivolge lui per primo una domanda ai ragazzi. Chiede loro quale sia l’origine del nome sport e che significhi. Va alla radice del nome, perché il nome custodisce l’identità delle cose. Pochi se lo chiedono, perché considerano sport la normalità. Invece è un fatto straordinariamente bello, quindi eccezionale. 

Sport deriva dal latino e indica tutte le attività che, secondo gli antichi romani, si svolgevano fuori dalle mura fortificate delle città, fuori dalle porte, quindi “de-porte”, quindi sport. È, dunque, tutto ciò che si svolge all’aria aperta. 

Lo sport e il calcio in quanto sport hanno conservato questa vocazione, radice, dna: è aperto a tutti. In quanto tale, è anche trasversale e quindi tutti possono dire, parlare, hanno modo di esprimersi. Poi c’è la comunicazione sportiva, che è quella dei giornalisti e degli uffici sportivi. “Da giornalista professionista, non ho mai creduto che il giornalista scriva cose per raggiungere secondi fini, anzi deve avere strumenti idonei per svolgere il proprio lavoro. Esiste una comunicazione secca all’apparenza, algida, perché istituzionale. Qual è? ‘l giorno x all’ora y, la società alfa-beta presenterà l’allenatore nella sala stampa dello stadio’Poi cominciano le telefonate dell’ufficio stampa ai giornalisti, che vengono invitati a sedersi in prima fila in sala stampa, perché l’allenatore ha bisogno di vedere il volto dei professionisti in sala, di associare la voce al volto e di ripetere questa operazione fino ad instaurare un rapporto di fiducia. Quando il giornalista non si rivolgerà più all’ufficio stampa per ottenere un’ informazione, ma lo farà direttamente con l’allenatore, vuol dire che il compito dell’ufficio stampa è stato raggiunto. Non ha fallito, non è stato scavalcato, ma ha raggiunto il compito, perché è riuscito ad instaurare un rapporto di reciproca fiducia e di stima professionale”. 

Una squadra di comunicazione è come una squadra di calcio. La prima regola è rispetto, e poi il sostegno degli altri, agli altri. “Se ci sono colleghi bravi, non bisogna aver paura del confronto, della collaborazione e di portarli anche con sé a lavorare. Nella mia vita, il frutto di ciò che sono è la sintesi di ciò che ho imparato dagli altri, anche più bravi di me. Se hai bravi colleghi al tuo fianco, loro sono il Mose di Venezia: schiacci il bottone e si alza la diga; c’è l’input e loro si attivano. Poi magari sono stato bravo a creare occasioni, opportunità, rapporti, ma niente avrei potuto fare e ottenere senza gli altri. Tra dieci anni vedo il mio lavoro condizionato, anzi aiutato da tanti strumenti tecnologici nuovi e veloci ai quali bisogna stare dietro”. 

Oggi la fuga di notizie è all’ordine del giorno. Hamilton in F1? “Oggi non puoi tenere un segreto. Per me se la scuderia Ferrari ingaggia un campione come Hamilton, lo deve comunicare immediatamente e vale anche per i calciatori. Siamo nell’epoca della velocità e tutto viaggia veloce. Siamo nel 2024 e oggi ci sono l’intermediario, l’agente, l’amico dell’amico: tutti possono riferire a tutti e portare all’esterno. Se uno è più veloce di te, non gli corri dietro, perché non puoi rincorrerlo. Previeni la fuga e dai la notizia. Se c’è la firma del contratto, comunica subito senza far decantare. Se non c’è la firma, temporeggia e lascia come rumor. Se fai, comunichi, cioè metti in comune”. Calcio e cinema, paragoni possibili? “Ci sono registi e attori, ma il calcio non ha il copione. Il calcio costa tanto in tv perché ogni evento è unico e irripetibile, non è prevedibile”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *