Roland Sejko: alla scoperta dell’archivio storico Luce

Nella sala verde, i giovani della sezione Workshop +18 hanno incontrato il rinomato regista e documentarista Roland Sejko. Premiato con il David Donatello per il suo documentario “Anija/La Nave”, Sejko è anche il direttore dell’archivio storico Luce, il più grande archivio audiovisivo italiano che copre il periodo del fascismo. L’incontro è iniziato con una riflessione sull’importanza del cinema come potente strumento di comunicazione.

Sejko ha riportato la sala indietro nel tempo parlando dei documentari degli anni 20’ realizzati durante il periodo dei regimi autoritari. Ha sottolineato che, nonostante i difetti che possono avere i documentari, questi riescono a raccontare la verità e la realtà in modo più efficace rispetto ai film di finzione. “ Non vado al cinema regolarmente, ma vedo subito un documentario, solo il documentario, per quanti difetti possa avere, racconta meglio la verità– realtà rispetto al film di finzione” Il momento centrale dell’incontro è stato la proiezione del documentario da lui realizzato, “L’entrata in guerra”, incentrato sull’entrata dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale nel 1940. Le immagini storiche mostrate sono state di grande rilevanza, spesso non sono facilmente reperibili altrove. Una scena particolarmente impressionante è stata la dichiarazione dell’entrata in guerra fatta con la voce di Claudio Santamaria; inoltre appare con forza la scritta “Salve Duce”, ma Sejko ha scelto volutamente di non mostrare il volto di Mussolini. La regia del documentario gioca sul concetto del tempo, il filmato è ricco di riferimenti all’ora e allo scorrere del tempo. Il cannone del Giannicolo, che ancora oggi a Roma spara l’ora, diventa simbolo di questo concetto.

Infine nella parte conclusiva dell’incontro il regista ha sottolineato l’importanza degli archivi, che sono veri e propri specchi del passato per le immagini e l’archivio Luce, con la sua ricchezza di materiali, continua ad essere una risorsa inestimabile per analizzare la storia e per preservare la memoria collettiva.
L’incontro è stato intenso ed ha posto al centro l’importanza di un passato che non deve essere mai dimenticato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *