Recensione del Film “WITH YOU, WITH YOU AND WITHOUT ME” – Sezione Gex Doc

Il primo titolo ad aver inaugurato la sezione Gex Doc della 54esima edizione del Giffoni Film Festival è il film WITH YOU, WITH YOU AND WITHOUT ME della regista spagnola Amaya Villar Navascués. Al suo esordio come cineasta di un lungometraggio ha voluto realizzare un progetto intimo e strettamente personale nel quale non ha avuto paura di mettersi in discussione. Un viaggio lungo dieci anni nel quale scopre e riscopre se stessa, mostrando al mondo che nella vita è possibile commettere errori.

Come suggerisce la sinossi ufficiale: “Questo docufilm è da considerarsi come una lettera d’amore audiovisiva ai futuri figli aiuta la regista a esplorare in profondità le sue scelte di vita. L’opera diventa una potente risorsa per guarire vecchie ferite, per comprendere l’empowerment e il doloroso apprendimento di come dovrebbe essere una relazione per funzionare. Una dichiarazione toccante e intima, realizzata magistralmente con una varietà di tecniche che utilizzano animazioni e video personali.”

Il racconto che viene fuori dagli 86 minuti di montaggio, a fronte degli oltre 450 minuti di girato avvenuto in dieci anni di vita, risulta dinamico, coinvolgente e toccante. Vivere significa – anche – sbagliare e lei per sua stessa ammissione, lo fa diverse volte, lasciandosi travolgere dalla passione e da ciò che le sembra sia più affidabile. O almeno così sembra. Sebbene il primo insegnamento del padre fu quello di non doversi mai girare indietro ma di mirare sempre al futuro, con questo lavoro Amaya, fa esattamente l’opposto.

La regista presente in sala, oltre a rispondere alle domande dei genitori rimasti alla fine della proiezione, ha ammesso che la realizzazione di questo docufilm, le ha permesso di vivere una fase di auto conoscimento molto terapeutica per lei. Probabilmente se non fosse andata Cuba a studiare cinema, avrebbe anche esaudito il sogno di diventare madre, ma probabilmente non sarebbe stata la stessa persona che è oggi. Avrebbe evitato dieci anni di sofferenza? Sicuramente, ma non avrebbe saputo cogliere degli insegnamenti importanti derivati dai suoi sbagli.

Un altro argomento trattato con molta delicatezza è la maternità vissuta da madre single e non necessariamente frutto di una relazione stabile. Il finale, definito ambiguo dalla stessa regista, rappresenta il momento di maggiore drammaticità del documentario, dichiarando al pubblico presente in sala, che dopo aver iniziato le cure per restare incinta con donatore anonimo, durante la fase di montaggio del film, purtroppo subì un aborto spontaneo. Un ennesimo duro colpo, dal quale nonostante tutto è riuscita a riemergere e a concentrare la sua vita sulla carriera come docente universitaria di tecniche di animazione.

Un altro aspetto che merita attenzione è tecnica visiva scelta da Amaya, nel nascondere il volto dei suoi fidanzati con un effetto animato, per garantire loro l’anonimato. Il messaggio più importante che ha voluto trasmettere in WITH YOU, WITH YOU AND WITHOUT ME risiede proprio nel titolo. Mentre lei passava il tempo a stare con qualcuno, ad amare colui che sembrava l’uomo della sua vita, dimenticava la cosa più importante: amare se stessa.

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