Presentata a Giffoni proposta di legge sull’Art Bonus regionale: «La cultura è un investimento che ritorna, non un costo»

Rafforzare il sostegno privato alla cultura attraverso un incentivo fiscale su base regionale. È la missione del disegno di legge che ha come primo firmatario il presidente del Consiglio regionale della Campania, Massimiliano Manfredi e che prevede di affiancare all’Art Bonus nazionale un ulteriore meccanismo di detassazione sull’Irap. A #Giffoni56 la conferenza stampa di presentazione. «Questa proposta nasce dalla consapevolezza che il divario tra il Mezzogiorno e il resto del Paese non è soltanto economico ma anche culturale» spiega Manfredi. «Le imprese devono comprendere che sostenere la cultura non significa fare un investimento passivo. È un investimento che genera un doppio ritorno: da un lato il beneficio fiscale, dall’altro la crescita del territorio nel quale l’impresa stessa opera. Per questo è necessario superare anche un deficit culturale nell’approccio al mecenatismo». La proposta interviene sull’unico tributo sul quale la Regione può esercitare una leva fiscale – l’imposta sulle attività produttive – attraverso un sistema di credito d’imposta destinato a chi sostiene progetti culturali. Se approvata, la Campania sarebbe la prima regione del Sud a dotarsi di uno strumento di questo tipo.
«La cultura non può essere sostenuta esclusivamente con risorse pubbliche» aggiunge Manfredi. «La collaborazione tra pubblico e privato, se costruita in modo corretto e trasparente, rappresenta un valore. Naturalmente qesto strumento non sostituisce gli investimenti regionali ma li affianca, ampliando così le opportunità di finanziamento».
Il quadro nazionale è stato illustrato da Marco Alifuoco, project manager di Agendo, che ha ricordato come l’Art Bonus, introdotto dieci anni fa, abbia già finanziato oltre 44 mila progetti culturali attraverso un sistema di agevolazioni fiscali per le erogazioni liberali. «Ogni anno in Italia vengono mobilitati circa 140 milioni di euro» sottolinea Alifuoco. «Di questi, però, appena quattro milioni riguardano il Mezzogiorno. È un dato che evidenzia uno squilibrio ancora molto marcato e che impone un cambio di passo». Sulla stessa linea Alfonso Trapuzzano, segretario della Fondazione Valenzi: «La disparità tra Nord e Sud nella capacità di attrarre risorse attraverso l’Art Bonus è evidente. Serve uno scatto in avanti da parte di tutti gli attori del territorio. La Regione Campania, attraverso questa iniziativa legislativa, dimostra di voler raccogliere questa sfida». A offrire il supporto scientifico alla proposta è la ricerca realizzata dall’Università Federico II, illustrata dal professor Vittorio Amato: «Abbiamo analizzato un settore ancora poco studiato» evidenzia. «Il tema non riguarda soltanto la tutela del patrimonio culturale ma la stessa riqualificazione dell’offerta turistica attraverso nuovi strumenti di finanziamento. Oggi» fa presente Amato «il principale sostegno arriva dalle fondazioni bancarie del Centro-Nord mentre in Campania le erogazioni restano molto contenute: nel 2024 la fondazione bancaria regionale ha destinato all’Art Bonus appena 172 mila euro. A questo si aggiunge un evidente deficit di informazione tra le imprese che spesso non conoscono nemmeno le opportunità offerte da questo strumento. Dobbiamo invertire la rotta».

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