“Nord Sud Ovest Est”, la seconda stagione racconta la sfida più difficile: “Diventare grandi dopo il successo”

Il ritorno a casa del regista Sidney Sibilia insieme ad Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli, protagonisti della serie in onda dal 9 ottobre su Sky. 
Dopo aver raccontato gli esordi degli 883 nella seconda stagione Nord Sud Ovest Est si cambia prospettiva. Se il primo capitolo era il racconto della conquista di un sogno quello di Max Pezzali e Mauro Repetto, i nuovi episodi si concentrano su ciò che accade quando quel sogno si realizza: il confronto con il successo, la crescita personale e la ricerca della propria identità. Presentando la nuova stagione della serie in onda su Sky dal 9 ottobre, il regista salernitano Sidney Sibilia ha spiegato come il filo conduttore della sua filmografia continui a essere quello degli outsider. «Mi affascinano i personaggi che lottano contro un destino sfavorevole e cercano un modo per ribaltarlo», ha raccontato, ammettendo che non si tratta di una scelta razionale, ma di un’attrazione spontanea verso chi combatte contro i “mulini a vento”. Questa volta, però, il centro della storia non è soltanto la rivincita degli underdog: «La domanda della seconda stagione è chi voglio essere da grande?». Max e Mauro, ormai arrivati al successo, devono capire se quella vita corrisponda davvero a ciò che desiderano diventare. Il regista ha anche provato a spiegare il successo della serie. A suo avviso hanno contribuito diversi fattori: «Due attori bravissimi, una componente nostalgica e una storia che, proprio come le canzoni degli 883, parla in faccia alle persone». Per Sibilia il racconto funziona perché affronta un tema universale: «Quanto è difficile diventare grandi, inseguire i propri sogni e scoprire che, a volte, anche quando li realizzi, iniziano altri problemi».
La serie, ha confessato, è stata anche un viaggio personale. Era la sua prima esperienza con un racconto seriale e, mentre imparava a costruire una serie televisiva, si è accorto di stare raccontando anche sé stesso. «Parla molto del mio diventare grande», ha spiegato. «Scrivendola mi sono posto domande che ho capito davvero solo dopo averla finita».
Non è un caso che nelle sue opere ricorrano storie considerate improbabili: da L’isola delle Rose a Mixed by Erry, fino agli 883. Tutte raccontano persone che sembravano destinate a non farcela. «Sono cresciuto a Pastena, un quartiere di Salerno dove non c’erano registi, così come non c’erano cantanti famosi a Pavia. Raccontare queste storie significa fare anche un po’ di autobiografia».
Anche la scelta degli 883 nasce da questa prospettiva. Riascoltando i loro brani, Sibilia ha scoperto una profondità che da ragazzo non aveva colto. «Siamo circondati da persone che sembrano perfette, ma quelle davvero interessanti sono quelle che non lo sono», ha osservato.
Grande protagonista resta naturalmente la musica. Ripensando alla prima stagione, Sibilia ha ricordato come Il problema, uno dei primi brani degli 883, fosse per lui il vero simbolo della serie, capace di incarnarne lo spirito. Ha poi raccontato con ironia il primo provino di Matteo Oscar Giuggioli: quando gli venne chiesto di cantare, il risultato fu così poco convincente da fargli pensare, scherzando, che forse la serie non si sarebbe più fatta. Grazie anche al lavoro con Ciro Caravano dei Neri per Caso, però, l’attore è riuscito a costruire un’interpretazione credibile.
Elia Nuzzolo, interprete di Max Pezzali, ha spiegato che la seconda stagione racconta un momento completamente diverso rispetto alla prima. I protagonisti non sono più due ragazzi in cerca di un’occasione, ma artisti affermati che devono confrontarsi con le regole dell’industria discografica degli anni Novanta. «È stato interessante raccontare cosa significa ritrovarsi addosso un successo enorme quando non si è ancora pronti a gestirlo».
Per l’attore, il cuore della nuova stagione è soprattutto l’amicizia tra Max e Mauro. «Io e Matteo siamo diventati molto amici, proprio come i personaggi», ha raccontato. Sapendo già come si sarebbe conclusa la storia degli 883, la sfida era capire le ragioni della separazione. «La domanda che ci siamo fatti è stata: cosa porta un ragazzo poco più che ventenne, all’apice del successo, a lasciare tutto?». La risposta, secondo Nuzzolo, è sorprendentemente semplice: motivazioni profondamente umane, nelle quali chiunque può riconoscersi.
Il regista ha poi spiegato che non sceglie mai una storia pensando al pubblico o al successo. «Devo sentire l’urgenza di raccontarla. Se continuo a pensarci per mesi, allora capisco che è quella giusta». Solo a quel punto è disposto a dedicarle gli anni necessari per realizzarla.
Tra gli aneddoti dal set, Sibilia ha ricordato con emozione le riprese coincise con l’attesa della nascita del figlio. Girava di notte a Pavia e ogni giorno telefonava alla moglie, rimasta a Roma, per sapere se il parto fosse iniziato prima di rimettersi in viaggio verso il set.
Infine, il successo resta uno dei grandi temi della seconda stagione. Sibilia ha ricordato come il primo album degli 883 abbia venduto oltre 700 mila copie, rimanendo ancora oggi tra i dischi italiani più venduti di sempre. Un fenomeno difficilmente paragonabile a quello contemporaneo, quando esistevano molte meno celebrità e la fama aveva un impatto molto più forte sulla vita quotidiana. È proprio il rapporto con quella popolarità improvvisa, con tutte le sue conseguenze personali, a rappresentare uno dei principali motori della nuova stagione di Nord Sud Ovest Est.

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