Music in Campus a Giffoni: un viaggio di suoni, emozioni e creatività che unisce e ispira

Dalle prime note appena abbozzate alla melodia finale, frutto di passione e collaborazione: il brano nato nell’ultima tappa di Music in Campus – il laboratorio di Sedici Modi di Dire Ciao, progetto, ideato da Giffoni, selezionato da Con i Bambini e supportato da Fondazione con il Sud – è la dimostrazione concreta di quanto la musica possa unire e ispirare. Un’esperienza intensa per i ragazzi de L’Astronave a Pedali, associazione di Eboli, che hanno trasformato suoni, emozioni e creatività in una composizione originale.

Il percorso, ospitato negli spazi della Multimedia Valley di Giffoni Valle Piana, è stato un viaggio musicale a tutto tondo. Accompagnati dai formatori Domenico Andria, Stefano De Rosa, Anna Maria Fortuna e Max D’Alessandro e guidati dai tutor Giuseppe Tedesco, Martina Mongillo, Luciano Lanzillo, Marica Lamberti e Michele Melillo, i partecipanti hanno vissuto ogni fase del processo creativo: dall’ascolto alla composizione, dalla registrazione al mixaggio, fino al momento più emozionante, quello dell’ascolto finale.

Il punto di partenza? Easy Lover di Philip Bailey e Phil Collins. Scomporre il brano, analizzarne il ritmo, capire il ruolo di ogni strumento e poi ricostruirlo da zero ha permesso ai ragazzi di entrare nel cuore della musica e di dare vita a una loro interpretazione originale. Un percorso che non è stato solo tecnico, ma anche espressivo: scoprire la propria voce, identificarsi in uno strumento, trovare il proprio posto in un’armonia collettiva.

Grazie a Music in Campus, nato da un’idea del project manager Marco Cesaro, la musica è diventata un mezzo di scoperta e condivisione. “Questo progetto dimostra come la musica possa essere un linguaggio universale, capace di abbattere barriere e creare connessioni autentiche – ha detto Cesarovedere i ragazzi mettersi in gioco e trasformare le loro emozioni in note è stata un’esperienza straordinaria”.

Anche i musicisti coinvolti hanno espresso grande entusiasmo per il percorso svolto. “Ogni incontro è stato una scoperta: i ragazzi hanno portato idee fresche, energia e tanta voglia di sperimentare. Ciò che abbiamo creato insieme è molto più di un semplice brano, è un pezzo di noi“, ha raccontato Max D’Alessandro. Un viaggio che ha lasciato un segno profondo, testimoniando ancora una volta la forza e la magia della musica.

 

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