Minervini e Rivolta ospiti di Giffoni Sport: “Vi raccontiamo la nostra onda azzurra”

Ex nuotatori, campioni in vasca e all’università: “Un futuro da psicologo dello sport e nell’economia aziendale”

Giorgio Minervini, figlio di una ex sincronette e di un giudice internazionale, ha vinto contro tutto e tutti, ha superato ogni pregiudizio. Gliel’avevano attaccato sulla cuffia “perché dicevano che il mio sport era solo per donne”. Medaglia d’oro nel Sincro Solo tecnico agli Europei di Roma 2022, ex nuotatore artistico, racconta agli ambassador di Giffoni Sport la sua lotta contro i preconcetti. “Quando ho iniziato, questa disciplina era vietata agli uomini e non potevo gareggiare. Ho vissuto l’attesa come un reietto: gare regionali, nazionali, tutto bandito. Poi pian piano mi è stato concesso di gareggiare in ambito regionale. C’era lo stereotipo, doppio pregiudizio: se fai questo sport, non sei etero; se non lo sei, fai una cosa sbagliata. Mi preparavo per gareggiare contro tutto e tutti, per dimostrare quello che valevo, quello che non ero. Per molti era impensabile che un uomo potesse competere con le donne”. 

Poi la svolta. “La vittoria è stata un riscatto, una rivincita, dopo l’adolescenza vissuta da reietto. La mia disciplina sportiva è complicata per definizione. Ci alleniamo 8 ore al giorno per fare non solo un gesto perfetto, ma realizzarlo insieme a un’altra persona. L’atleta è sempre spinto da uno squilibrio ad andare avanti. Ho vinto prima dentro me stesso e poi in vasca – racconta – ho svoltato quando ho capito che avrei dovuto trovare un disequilibrio. Infatti è lo squilibrio la molla dell’agonista, a patto che sappia bilanciare: non deve essere poco perché deve mettersi in movimento; non deve essere molto, altrimenti rischia di cadere. Quando ho vinto, ho chiuso in cerchio. Lì ho capito che non c’era più niente da prendere e che avrei potuto lasciare. Ho intrapreso un percorso, proseguo con la Psicologia dello sport”. 

Dal nuoto al calcio, anzi dal sogno di diventare un calciatore alle certezze in vasca. Ecco Matteo Rivolta. “Sognavo di diventare un campione con il pallone tra i piedi – dice agli ambassador di Giffoni Sport – poi il nuoto ha scelto me”. Ad Abu Dhabi, ai Mondiali vasca corta, ha coronato il sogno, è stato un’onda azzurra: “Campione del mondo alla sua prima finale iridata nella vasca da 25 metri. La mia prima volta a 30 anni”. Però il sogno da bambino ieri è riemerso a Giffoni. “Sono un acceso tifoso del Milan, sono cresciuto vedendo all’opera i più forti. Abbiate fede: torneremo campioni”, ha detto in salsa rossonera. La vittoria ha avuto un gusto particolare. È stata la ciliegina sulla torta di un percorso altalenante. Sono stato sul punto di appendere cuffia e occhialini al chiodo. Vittoria mia personale ma anche da condividere con le persone che mi sono state vicino, nei periodi bui. Ho detto addio all’attività agonistica ma il mio futuro lo disegnerò grazie alla laurea in Economia aziendale. Devo dire grazie ai miei genitori: nella mia famiglia, il percorso è stato sempre parallelo, nuoto e università. Non c’era possibilità di fare una scelta, magari di preferire un indirizzo. Studio e piscina, piscina e studio: quel bagaglio di esperienza, adesso, mi tornerà utile”.

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