Maurizio Compagnoni, l’importanza dell’ “attitudine”

Al via anche la quinta giornata di Giffoni Sport che è iniziata col talk di Maurizio Compagnoni, con cui i nostri ambassador hanno parlato degli europei appena conclusi, del livello della nazionale italiana e di tutti i problemi del settore calcistico: “è stata forse la finale dell’europeo più bella di sempre, di sicuro la più bella dal 1988. Durante le telecronache io sono sempre per la postazione all’aperto per percepire di più l’ambiente e tutta l’atmosfera.” Maurizio ha anche spiegato com’è cambiato il modo di preparare una telecronaca rispetto a quando aveva cominciato lui: “un tempo per preparare la partita ci volevano due giorni pieni. Ora è diventato molto più semplice, in 3 ore prepari tutto grazie a internet, trovi tutte le pronunce dei nomi dei giocatori. Su quello oggi non puoi sbagliare, quando sento un telecronista sbagliare una pronuncia so che è per pigrizia, non si può più fare un errore di pronuncia.

 

Il telecronista è poi tornato a parlare dell’europeo, più nello specifico dell’Italia: “La squadra atleticamente era messa maluccio. È vero che si gioca troppo, però c’erano nazionali che correvano di più nonostante abbiano giocato più partite. Io ipotizzo che qualche errore nella preparazione di Spalletti ci sia stato. Ad esempio, con Conte nel 2016 facemmo un grande europeo, nonostante il livello della squadra non fosse molto migliore, la differenza è che eravamo molto più feroci. In ogni caso però il livello è basso e i motivi sono due: uno è il caso, banalmente lo sport va a cicli: abbiamo avuto un epoca con Totti, Del Piero, Toni, Gilardino, ora invece abbiamo nomi diversi con tutto il rispetto. Il secondo motivo è che abbiamo un enorme problema coi settori giovanili. Quando sento Gravina dire di mettere una quota di italiani in prima squadra credo sia sbagliato, non ci sono italiani del livello.”

 

Maurizio ha anche detto quali sono le ragioni dei successi nelle competizioni di categoria delle nazionali minori, evidenziando anche però i problemi che emergono dopo: “I risultati con la nazionale giovanile arrivano perchè a livello tattico siamo avanti in quell’età, ma poi quando si alza il livello tecnico e fisico le qualità pure vengono meno. Di giovani ne produciamo pochi perché è tutto sbagliato nel nostro sistema. Abbiamo allenatori che vogliono fare carriera anziché fare gli istruttori.”

 

Compagnoni ha raccontato la volontà di creare un siparietto con Mbappe per cui chiederà una mano ad Ancelotti: “Devo organizzarmi un siparietto con Mbappe per quella volta che l’ho chiamato Pempe, mi sono mangiato un po’ le parole perchè voglio  sempre essere al passo con l’azione per mettere più enfasi su quello che accade. Tanto mi hanno detto che è simpaticissimo

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