Ludovica Nasti tra coraggio e determinazione: “I sogni non hanno scadenza, non correte, ogni cosa ha il suo tempo”

Un incontro autentico, ricco di emozioni – non sono mancate lacrime di commozione – riflessioni e sorrisi quello che ha visto protagonista Ludovica Nasti al Giffoni Film Festival, dove l’attrice, premiata con l‘Explosive Talent Award, si è raccontata ai #jurors in Sala Truffaut ripercorrendo il suo percorso artistico e personale, dagli esordi con L’Amica Geniale fino ai progetti più recenti. Nasti ha parlato del privilegio di essere cresciuta in un ambiente che le ha permesso di conciliare il lavoro con gli studi, sottolineando l’importanza della tutela dei giovani attori: “Mi considero fortunata. Ho sempre trovato comprensione da parte delle istituzioni e delle produzioni. Durante L’Amica Geniale mi fu messo a disposizione un insegnante privato per continuare il mio percorso scolastico. Siamo tutelati, ma soprattutto lo sono stata grazie ai miei genitori, che mi hanno permesso di vivere la mia età, di divertirmi sul set e anche fuori. Non ho mai perso quella spensieratezza che una ragazza deve avere”. Proprio il rapporto con la famiglia è stato uno dei temi centrali del suo intervento. L’attrice ha raccontato come i genitori abbiano saputo proteggerla dai riflettori, consentendole di crescere con equilibrio: “Mi hanno sempre lasciato essere semplicemente Ludovica. Ancora oggi sono qui per raccontarmi, ma sempre con leggerezza e divertimento. Giffoni è un luogo che insegna, forma e allo stesso tempo regala esperienze indimenticabili”. Ripensando agli inizi della sua carriera, Nasti ha sorriso immaginando come sarebbe stata la sua vita senza il cinema: “Da bambina volevo fare la calciatrice. Avevo otto o nove anni, quindi sicuramente i miei sogni sarebbero cambiati. Ancora oggi, però, non rinuncio all’idea di sperimentare cose nuove. Sono iscritta all’università perché mi piace conoscere, imparare e affiancare altre esperienze al lavoro che amo”. Inevitabile il ricordo di Lila, il personaggio che l’ha resa celebre: “È stato un personaggio complesso, che ho amato profondamente. Credo che dentro Lila ci sia anche molto di Ludovica e, ancora oggi, è come se fosse rimasta con me. La porto come un portafortuna. Mi ha lasciato emozioni bellissime e continua a far parte del mio percorso”. Ai ragazzi presenti ha rivolto un messaggio di incoraggiamento, invitandoli a non avere fretta di raggiungere i propri obiettivi: “Ogni cosa ha il suo tempo. Le passioni non vanno rincorse con l’ansia di arrivare subito. Si costruiscono studiando, imparando e facendo esperienza. L’obiettivo è giusto che resti sempre un po’ più avanti, perché è quello che ci spinge a dare il massimo. Siamo giovani, abbiamo tutte le capacità per affrontare il futuro. Forse dobbiamo solo credere di più in noi stessi”. Uno dei momenti più intensi dell’incontro è arrivato parlando dell’identità personale. Nasti ha invitato i ragazzi a non cercare di cambiare per compiacere gli altri: “Non ho mai sentito il bisogno di essere diversa da come sono. Posso migliorare, ma per me stessa, non per gli altri. Chi sta ancora cercando il proprio posto nel mondo deve sapere che non c’è bisogno di correre. Siamo perfettamente in tempo per inseguire i nostri sogni e diventare ciò che vogliamo essere”. La commozione è arrivata quando c’è stato il momento di ricordare la malattia (scoperta quando aveva 5 anni) e che è riuscita a sconfiggere. Tra i giurati una ragazza ha ricordato quanto proprio Ludovica Nasti è stata la forza tra i giovanissimi per affrontare la stessa patologia. Una serie di corrispondenze tra l’attrice e quest’ultima che ha aiutato e supportato proprio chi stava affrontando un periodo buio: “Io l’ho vissuta da bambina e quindi in modo diverso. Comprendo le paure e le incertezze vostre che siete più grandi e nella fase dell’adolescenza. Ma la cosa più importante è cosa siete oggi e cosa siete riusciti a diventare e sicuramente siete una forza della natura, perché sapete affrontare la vita diversamente. Niente vi può abbattere, avete una forza maggiore”. Parlando del suo metodo di lavoro, Nasti ha spiegato di lasciarsi ispirare osservando i grandi interpreti, senza però rinunciare a un percorso personale: “Leggo più volte la sceneggiatura, costruisco una mia idea del personaggio e poi mi confronto con gli altri attori. È un metodo che continua a evolversi insieme a me”. Ripensando agli esordi sul set de L’Amica Geniale, l’attrice ha ricordato come anche i momenti più impegnativi siano diventati esperienze indimenticabili grazie al clima creato dalla troupe: “Giravamo spesso di notte, con il freddo, ma le persone che lavoravano con me riuscivano sempre a trasformare tutto in un’esperienza bellissima. Non mi hanno mai fatto sentire il peso del lavoro, ma mi hanno insegnato a viverlo con serietà e, allo stesso tempo, con entusiasmo. Quando ripenso a quell’avventura provo ancora oggi tanta gratitudine”. Infine la forza dell’unione tra zia e nipote: sul palco la piccola Vittoria, nipotina di 5 anni di Ludovica Nasti, invitata dalla stessa attrice per un abbraccio e un momento di tenerezza.

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